Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa emesso da Andrea Mazzoni, vicesindaco del Comune di Forte dei Marmi:
"L'uscita dall'aula di Buratti, Nardini, Tommasi e Galleni, assieme a Seveso e Ghiselli, ormai parti integranti di un unica opposizione, non è stata un gesto di protesta ma piuttosto un tentativo evidente di distogliere l'attenzione da una loro precisa responsabilità". Questa la replica alle dichiarazioni dell'opposizione. Il vicesindaco e assessore all'urbanistica Andrea Mazzoni, sottolinea come "proprio la minoranza continui a evitare accuratamente il nodo più rilevante emerso in Consiglio Comunale: il rischio che il comparto AT1C, atteso da anni da molte famiglie in cerca di una soluzione abitativa, non possa più essere realizzato a causa di una scelta urbanistica compiuta dalla passata amministrazione Buratti".
Mazzoni nel comunicato ricorda che la Regione Toscana, dopo una recente indagine agronomica, ha classificato come bosco l'area che nel 2014 l'allora amministrazione di centrosinistra aveva individuato per la costruzione di diciannove villette in edilizia convenzionata e quattro in edilizia libera, davanti al parcheggio di via Vico. "Se non verrà trovata una soluzione compatibile con il vincolo boschivo – afferma – il comparto potrebbe risultare non attuabile, con conseguenze pesanti per tutte le persone che da anni si sono impegnate confidando in un piano approvato proprio da Buratti e dai suoi». Il vicesindaco si dice sorpreso del silenzio di Amo Forte su un tema che riguarda così da vicino molti cittadini: «Invece di spiegare ai fortemarmini come si sia arrivati a questa situazione, preferiscono inscenare polemiche su un semplice emendamento consiliare".
Rispondendo alle accuse di scarsa democrazia, Mazzoni osserva che "la democrazia è stata rispettata perché la maggioranza, convinta e coesa ha adottato in tempi brevi un regolamento non solo oculato e responsabile ma anche necessario per i nostri concittadini. Tralasciando le scarse attitudini alla democrazia partecipata di Buratti ed i suoi sodali, come ad esempio le ignorate raccolte firme, come quella sulle boutique a Palazzo Quartieri, come le commissioni urbanistiche a lungo gestite di fatto dalla sola maggioranza e come più volte gli ordini del giorno dei Consigli siano stati integrati all'ultimo minuto".
"Alla luce di tutto questo – aggiunge – l'indignazione di oggi appare quantomeno poco credibile".
Entrando nel merito del Piano Prima Casa, il vicesindaco ribadisce che la linea dell'Amministrazione è precisa. "La nostra scelta è tutelare chi vive stabilmente a Forte dei Marmi e ha davvero bisogno di una soluzione abitativa per i propri figli. Non vogliamo aprire la porta a chi vede il frazionamento come un'occasione in più per valorizzare un patrimonio immobiliare già consistente, ma sostenere le famiglie che qui lavorano, crescono i figli e chiedono semplicemente di poterli aiutare a restare sul territorio".
È proprio su questo punto che, secondo Mazzoni, emerge in modo evidente la distanza rispetto all'emendamento presentato dall'opposizione.
"La loro proposta – spiega – avrebbe creato una situazione profondamente ingiusta. Sarebbe bastato avere una sola casa al Forte per accedere ai frazionamenti e agli ampliamenti previsti per la Prima Casa, anche nel caso in cui lo stesso proprietario avesse un patrimonio immobiliare diffuso in tutta Italia. Con il loro emendamento, chi possiede tre ville a Milano, due appartamenti in Liguria, una casa vacanza in Sardegna o immobili di valore a Pietrasanta avrebbe goduto delle stesse agevolazioni pensate per un residente che possiede una sola abitazione e ha davvero bisogno di creare uno spazio per un figlio che desidera restare a vivere qui. Non è questa la finalità sociale della norma, né è questa la prospettiva che il Comune intende perseguire. La nostra scelta è tutelare le famiglie che qui risiedono stabilmente, che partecipano alla vita della comunità, che lavorano e crescono i figli a Forte dei Marmi, e che si trovano concretamente nella necessità di dare una prospettiva abitativa ai propri ragazzi. L'emendamento di Amo Forte avrebbe invece premiato chi è già proprietario di numerosi immobili, trasformando un'opportunità nata per sostenere le famiglie in un favore a chi ha un patrimonio ben più consistente. Una visione profondamente sbagliata, che avrebbe snaturato gli obiettivi del Piano Prima Casa e penalizzato proprio chi vive davvero una necessità. E poi vengono a fare la morale a noi? È la solita logica della maestrina dalla penna rossa: giudicare tutti, non proporre nulla, non assumersi mai responsabilità e, soprattutto, evitare tutto ciò che tocca davvero la vita delle persone".
Il vicesindaco conclude confermando la rotta dell'Amministrazione: "La nostra attenzione è rivolta ai cittadini e alle loro esigenze concrete, non alle polemiche costruite ad arte. Continueremo a lavorare con serietà, responsabilità e trasparenza per tutelare chi ha realmente bisogno di una casa per i propri figli e per salvaguardare l'equilibrio del territorio. Il nostro impegno resta quello di dare risposte, mentre altri preferiscono distogliere lo sguardo dai problemi che hanno creato".
In foto Andrea Mazzoni (Barbara Cardini)







