Un ecografo multidisciplinare di fascia alta per il distretto Asl di Pontestazzemese, un ecografo portatile per portare la diagnostica a domicilio e due postazioni informatiche a servizio degli ambulatori. È il progetto con cui il Comune di Stazzema ha presentato domanda al bando AS01 "Investimenti non produttivi e per lo sviluppo socio-economico delle aree rurali" del Gal MontagnAppennino, nell'ambito della linea «investimenti per introdurre, migliorare o ampliare i servizi di base a livello locale per la popolazione rurale, compresi i servizi socio-sanitari».
Il progetto e i numeri. L'investimento complessivo è di 75 mila euro. Comprende un ecografo multidisciplinare fisso, un ecografo portatile, due postazioni informatiche complete (computer, monitor e programmi) e la relativa stampa. Il bando prevede un contributo in conto capitale pari al 90% della spesa ammessa; il resto resterà a carico del bilancio comunale. Le apparecchiature saranno messe a disposizione dell'Azienda Usl Toscana nord ovest, con un accordo formale che ne regolerà l'utilizzo e con la quale l'amministrazione comunale ha siglanto una convenzione per l'impegni che le parti assumono. Coinvolte anche la Pubblica Assistenza di Stazzema e la Misericordia di Retignano.
Quali esami si potranno fare. L'ecografo fisso inserito nel progetto potrà consentiere esami addominali, vascolari (centrali e periferici), transcranici, di piccole parti (tiroide, mammella, testicolo), muscolo-scheletrici, urologici, ostetrico-ginecologici e cardiologici, sia per adulti sia per pazienti in età pediatrica. Sarà dotato di sonde convex, lineare e settoriale cardiologica ed è predisposto per l'invio delle immagini in formato digitale (standard Dicom). L'ecografo portatile, leggero e interamente sanificabile, permetterà ai medici di famiglia di effettuare esami cardiologici, addominali, vascolari, delle parti molli e ostetrico-ginecologici direttamente a casa del paziente, quando le condizioni o le esigenze lo richiedano. Le attrezzature serviranno i medici di medicina generale del distretto (che in caso di disponibilità ad utilizzare il macchinario dovranno frequentare un corso di Asl Toscana Nord Ovest) e, in caso di attivazione di un ambulatorio specialistico, anche cardiologi e altre figure professionali dell'Azienda sanitaria.
Una scelta contro lo spopolamento. «Questo progetto è la nostra risposta concreta a una tendenza che in questi anni ha penalizzato i territori come il nostro: l'accentramento dei servizi nei centri a valle – dichiara il vicesindaco e delegato ai servizi socio-sanitari Alessandro Pelagatti –. Noi vogliamo invertire la rotta e puntare sulla capillarizzazione dei servizi nelle aree interne e montane. Se un anziano, o una persona fragile, deve scendere fino alla costa per un esame di base, sono tempo, soldi e fatica che pesano sulle famiglie e che spingono chi può ad andarsene. Garantire una diagnostica di prossimità a Pontestazzemese, o direttamente a casa del paziente, significa dare un motivo in più per restare, per tornare e per scegliere di vivere a Stazzema. L'amministrazione ci punta molto: è il modo in cui facciamo la nostra parte per ripopolare la montagna».
Un progetto costruito con la comunità. Il progetto è stato definito attraverso un percorso partecipativo svolto prima della presentazione della domanda, articolato in quattro fasi: la condivisione con gli stakeholder, di cui Usl, Pubblica Assistenza e Misericordia di Retignano; l'informazione ai cittadini tramite alcuni incontri pubblici; infine la relazione conclusiva sugli esiti di un questionario sottoposto ai cittadini presenti agli incontri, che sarà pubblicata sul sito e sulla pagina Facebook del Comune.
«Ringrazio i cittadini che hanno partecipato numerosi, soprattutto a Retignano e a Levigliani, e che hanno dato il loro contributo con suggerimenti e critiche – conclude Pelagatti –. Ringrazio anche l'Asl, la Pubblica Assistenza e la Misericordia, con cui abbiamo condiviso questo percorso. Ora aspettiamo l'esito del bando: se arriverà il finanziamento, a Pontestazzemese ci sarà una diagnostica più vicina alle persone, e vogliamo che sia un punto di riferimento per tutta la comunità e un segnale per il futuro delle nostre montagne».
Gli stakeholder. Nel mese di agosto e settembre il vicesindaco Pelagatti ha incontrato i soggetti che operano nel sociale e nella sanità del territorio: l'Azienda Usl Toscana nord ovest, la Venerabile Misericordia di Retignano con il presidente Massimiliano Bazzichi; il 14 settembre la Pubblica Assistenza di Stazzema, che gestisce in convenzione con l'Asl il distretto di Pontestazzemese, con il consiglio direttivo guidato dalla presidente Elisabetta Belloni. Negli incontri sono stati concordati ruoli e impegni di ciascuno, e il progetto è stato accolto con grande interesse e voglia di partecipare.
I cittadini. Sono stati organizzati cinque incontri pubblici, a Stazzema, a Pontestazzemese, ad Arni, a Retignano e a Levigliani, per un totale di quasi 200 presenze. Alla presenza del sindaco Maurizio Verona, del vicesindaco Pelagatti, del presidente del consiglio comunale Alessio Tovani, dei consiglieri comunali Daniele Stagi e Marco Rossetti, e del capo di gabinetto Tiziano Baldi Galleni, in cui l'amministrazione comunale ha illustrato le ragioni dell'iniziativa, il funzionamento del bando e il ruolo del Gal, le sette linee di intervento finanziabili e il motivo per cui ha scelto di puntare sulla diagnostica di prossimità. Poi ha ascoltato i cittadini, che si sono espressi non solo sul progetto, ampiamente apprezzato e condiviso, ma più in generale sui servizi socio-sanitari di base presenti nel Comune.
Il questionario. Ai presenti è stato sottoposto un questionario anonimo, perché idee, critiche, dubbi e carenze potessero restare scritti e tracciati: oltre a una domanda aperta per proporre altre idee di sviluppo, si chiedeva di dare un voto da 1 a 5 al progetto e alla percezione dei servizi socio-sanitari oggi presenti nel Comune. Ne sono stati compilati quasi cento. Il voto al progetto è per la totalità dei questionari 5; il voto medio ai servizi attuali è di 3,9 su 5. Tra le richieste e le osservazioni più frequenti: la presenza di figure specialistiche a Pontestazzemese, con finestre di ambulatorio a cadenza settimanale o mensile, come il cardiologo, lo psichiatra, il pediatria, l'oculista, geriatra, urologo, ginecologo o l'ortopedico; avere il medico di famiglia più vicino ai paesi come ad Arni, il medico a bordo dell'ambulanza, o che il distretto Asl di possa diventare anche un primo soccorso con un medico sempre presente. Lo strumento è stato molto apprezzato dai residenti, e i risultati sono raccolti nella relazione conclusiva pubblicata sul sito del Comune.








