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Scritto da Redazione
A. Versilia
02 Agosto 2026

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Stazzema-Giuseppe Vezzoni storico e giornalista di Stazzema ha recensito il libro dell'archiettoe Enrico Bascherini "La memoria dell'architettura" dedicato al monumento in ricordo della strage di Stazzema: " Il  libro La Memoria dell'Architettura, dell'architetto Enrico Bascherini, docente presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze e membro del Comitato scientifico dell'Istituzione Parco nazionale della Pace, pubblicato a maggio di quest’anno è una pubblicazione che  riconsegna la storia ricostruttiva dell'Ossario di Col di Cava. Si tratta di una monumentale costruzione fortemente voluta che fosse eretta lassù da un numeroso gruppo di superstiti e famigliari delle vittime dell'eccidio, i quali seppero far prevalere la loro speranza di tramandare la memoria dal colle che s'affaccia sul mar Tirreno sulla diversa visione sostenuta da altri scampati che invece volevano che questa memoria della pietra si alzasse dalla piazza della chiesa di Sant'Anna,  luogo in cui fu perpetrato il maggior numero di vittime e dove il fuoco compì l'immane scempio dei cadaveri.Premetto subito che ritengo il libro un contributo importante sia per la storia, sia per l’architettura. Oggi, dopo quasi otto decenni, la visione sul Col di Cava di un manufatto architettonico che conservasse e trasmettesse la memoria di un eccidio di centinaia di persone è stata vincente. Anche l'accedere ad esso con fatica concede quel tempo necessario di eliminare col sudore ogni tossina negativa e di giungere ai piedi di questo Golgota del XX secolo, se non purificati, almeno alleggeriti delle nostre tante pesantezze.

L'Ossario dell' architetto Tito Salvatori fu inaugurato il 12 agosto 1948, è diventato un faro della memoria nazionale in memoria del  12 agosto 1944 a Sant'Anna, a Mulina, a Valdicastello e Capezzano Monte. Pur avendo apprezzato il libro dell’architetto Bascherini ho riscontrato alcune anomalie: la cifra di 560 vittime viene riportata due o tre volte,  sebbene  non esista alcun elenco di nomi di vittime che possa avvicinarsi a questo numero. Inoltre il  Comune di Stazzema non ha mai fatto un riscontro ufficiale.  Questa verifica  venne annunciata ai primi d'autunno del 2020 in un comunicato congiunto firmato dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che era anche presidente del CdA dell'Istituzione Parco nazionale della Pace e dal professor Paolo Pezzino, allora presidente del Comitato scientifico. Il riscontro ufficiale doveva essere fatto nel 2021 ma ancora non è stato effettuato. Devo anche far notare che nel libro non c'è un rigo che ricordi la vecchia lapide delle vittime di Sant'Anna che fu spezzata dalla tempesta di vento del 5 marzo 2015, ma soprattutto non c'è nulla sulla nuova monumentale lapide delle vittime del 12 agosto 1944 inaugurata il 25 aprile 2016. Quest'anno ricorreva il decennale della realizzazione, ma nessuno l'ha ricordato. Una lapide su cui sono stati scolpiti 418+1 nominativi rilevati da una ricerca fatta nel 2020, che, però, risulterebbe piena di errori ed è ancora in attesa della valutazione del Comitato scientifico. Neanche nella galleria delle foto è riportata quella della lapide, che dopo il monumento Ossario è decisamente il manufatto della memoria più onorato di attenzioni. Ancora devo registrare che nella ricostruzione storica della Via Crucis non c'è un cenno su monsignor Aldo Martinelli, il parroco della chiesa di Sant’ Antonio Abate di Ripa, memoria storica del clero versiliese e forse l'artefice principale che ha portato alla realizzazione della Via Crucis che costella il margine della mulattiera che porta al Sacrario. Monsignor Aldo Martinelli teneva i rapporti con gli artisti e le fonderie e nella sua canonica conservava i bozzetti. Infine, devo evidenziare lo scarso spazio dato alla Campana della Pace.   Devo ricordare che  farla giungere a Col di Cava non è stato semplice e che la sua collocazione non rispetta del tutto le aspettative dei donatori che hanno consentito di realizzarla, soprattutto quelle del superstite Angiolo Berretti, anima della Campana della Pace, il quale voleva che il bronzo rintoccasse ogni giorno l'ora in cui iniziò l'eccidio. Angiolo Berretti non ha visto giungere a Sant'Anna il bronzo, a causa di una malattia che l'ha costretto in casa, né ha potuto apprendere la collocazione della campana presso l'Ossario di Col di Cava avvenuta dopo la sua morte per merito dell'iniziativa presa nel 2015 dalla nipote Romina, che scrisse all'allora ministro Maria Elena Boschi ricevendo l'assicurazione che la Campana sarebbe stata collocata a Col di Cava. La presentazione della Campana avvenne il 12 ottobre 2002 davanti al municipio di Pietrasanta, il 29 luglio 2006 fu trasferita da Pontestazzemese a Sant'Anna e fu accolta ufficialmente il 6 agosto 2006. Rintoccò per la prima volta da Col di Cava la sera del 3 marzo 2022.In ogni caso ritengo che  il libro sia molto importante e vada coprire un aspetto della rimembranza vissuta attraverso la monumentalità architettonica".

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