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Scritto da Giuseppe Vezzoni
A. Versilia
03 Agosto 2026

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Il Labaro Martiri di Mulina ha onorato ieri l'82esimo anniversario delle impiccagioni (4) e ammazzamenti (7) perpetrati in loc. Ponte del Pratale, nel Comune di Seravezza

Seravezza_ Il simbolo dei martiri di Mulina (il labaro) è stato sempre attento a onorare vittime che sono state per tanto tempo dimenticate come gli undici civili che furono uccisi tra la fine di luglio e la metà di agosto 1944 preso il Ponte del Pratale, conosciuto anche come Ponte di ferro. Una delle immagini più crude dell'estate del 1944 sono l'ostentazione degli impiccati presso lo storico ponte che sposta la via provinciale di Marina dalla sponda sinistra a quella destra del fiume Versilia. Precisamente il 29 luglio furono impiccati due civili, Uria Viti e Virgilio Furi, e lasciati a terrorizzare i passanti. Invece altri due, Filippo Tardelli e Demetrio Bardini furono costretti a scavarsi la fossa e poi furono passati per le armi nel punto in cui l'amministrazione comunale di Seravezza inaugurò il 25 aprile del 1992 il monumento per la memoria di questo crimine. In seguito, i restanti sette civili uccisi il 16 agosto e che si ricordano al monumento del Ponte del Pratale, Erna Rosolino, Niso Falchi, Carlo Garfaglioli, Gastone Gori, Lanciotto Nardini, Olderigo Terreni e Giulio Valeri erano rastrellati nel mese di giugno lungo il litorale toscano. Furono condotti presso il comando tedesco allogato nella vicina Villa Henraux e uccisi per rappresaglia a seguito del ferimento di un militare tedesco da parte dei partigiani. La famiglia di Guerrino Viti, oggi novantaseienne ex corrispondente de Il Tirreno e autore del libro La Versilia nelle tenebre, subì l'11 agosto l'uccisione di un altro famigliare nella strage della Sassaia: lo zio di Guerrino di parte materna, Pietro Bertoni.
 
Una ragione ulteriore che motiva la presenza del labaro Martiri di Mulina anche il fatto che un figlio di una delle vittime, quella di Demetrio Bardini, abita nella frazione di Mulina. Mauro, quando gli fu ucciso il padre, aveva pochi mesi. Anche stamani era presente con una figlia alla cerimonia commemorativa. Posso anche sbagliare, ma da quando, precisamente dal 29 luglio 2018, data in cui questa commemorazione fu promossa dal geometra Vittorio Tarabella unitamente ad alcuni cittadini di Seravezza, fra i quali Giovanni Bolgioni, alla promozione della quale è poi subentrata l'amministrazione comunale di Seravezza, non ricordo alcuna presenza del gonfalone del Comune di Stazzema. Forse il labaro di Sant'Anna una volta ha partecipato. Preciso che il Gruppo Labaro non ha mai ricevuto alcun invito da parte dell'amministrazione comunale di Seravezza ma partecipa per le ragioni sopra espresse. Quest'anno è stata l'ultima commemorazione che l'amministrazione guidata dal sindaco Lorenzo Alessandrini. Nel maggio dell'anno prossimo si terranno le elezioni per eleggere il sindaco e rinnovare la composizione del consiglio comunale di Seravezza. Unitamente al presidente del consiglio comunale di Seravezza, Marco Pellegrini, erano presenti altri amministratori comunali e alcuni parenti delle vittime. Il servizio musicale è stato fatto dalla Filarmonica di Riomagno.
 
 
 

Inaugurata la mostra “La mia terracotta” del maestro Alberto Bitossi

Seravezza- Domenica 2 agosto, nella sala Romeo Salvatori della Pro Loco di Seravezza davanti a una trentina di presenti è stata inaugurata la mostra retrospettiva La mia terracotta del maestro Bitossi, ormai naturalizzato stazzemese. Infatti da decenni non vive più a Montelupo, il suo luogo d'origine, e risiede nell'abitato di Cansoli, nella frazione di Ruosina, nella parte che ricade sotto l'amministrazione del comune di Stazzema. Dopo i saluti di rito fatti dal presidente della Pro Loco Andrea Tarabella, Marina Marrai ha curato la presentazione dando la parola al critico d'arte Lodovico Gierut, al maestro Bitossi, allo scrivente e al pittore seravezzino Gian Paolo Giovannetti. Una presentazione molto dettagliata e seguita con attenzione. La mostra sarà visitabile fino al 30 agosto ed è prevista la presenza del maestro, in particolare la mattina e la sera , per dare ai visitatori eventuali spiegazioni sulle opere in mostra. I manufatti artistici di Alberto Bitossi sono presenti in tanti musei o edifici pubblici. Una delle sue prime creazioni fu acquistata da Sofia Loren. Di particolare interesse anche la documentazione fotografica.
 
 

Spettacolare il raduno della Vespe partito dal Palazzo Mediceo per raggiungere Massarosa

 
Seravezza- Davvero uno spettacolo di musica, di colori e di rumori di diversa cilindrata emessi da un migliaio di Vespe che verso le undici hanno dato vita al raduno davanti al Palazzo Mediceo di Seravezza per poi spostarsi a Massarosa. La mitica "due ruote" che unitamente alla Lambretta hanno letteralmente rivoluzionato negli anni '50 e primissimi '60 la mobilità degli italiani. Poi è venuta la 500 Fiat
 
Giuseppe Vezzoni
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