Il Piccolo Lencio Meo si arricchirà di un'altra opera in terracotta di Aberto Bitossi. Dopo i pannelli con raffigurate le insegne dello storica osteria Lencio Meo, l'artista di Montelupo Fiorentino, da anni residente nostro comune di Stazzema, donerà alla piccola struttura di Mulina che sta distinguendosi per la promozione di eventi culturali, un orcio/beccaccia in stile mediceo e realizzato completamente a mano riportante lo stemma dei Medici.
Non a caso, il maestro Bitossi, nato e cresciuto a Montelupo, figlio di un artigiano della terracotta, ha da sempre pensata una sua possibile atavica discendenza riconducente agli artigiani che realizzarono i coppi/beccacce che sono custoditi nel "coppaio" del Palazzo Mediceo di Seravezza,
Infatti nel primo periodo della sua residenza a Ruosina venne interpellato per eventualmente procedere ad un restauro dei coppi presenti nel Mediceo che manifestavano segni di deterioramento.
Alberto Bitossi attualmente realizza opere in terracotta che nelle loro sembianze riconducono all'epoca medievale, tanto è vero che il loro titolo è "terrecotte d'altri tempi" (le memorie dei vasi).
Nel mese di agosto degli anni 2000 e 2002 le sue opere vennero esposte in mostre personali nella cappella del Mediceo, al tempo adibita per esposizioni artistiche.
Inoltre alcuni anni fa l'artista, in occasione della manifestazione " Il Giardino fiorito" che si svolgeva sul prato del Palazzo Mediceo dette dimostrazione pubblica della sua arte realizzando all'ingresso della villa medicea seravezzina un coppo/beccaccia corredato dello stemma dei "Palleschi" (Medici).
A seguito di una lotteria, i proventi di quell'opera realizzata durante l'evento seravezzino hanno contribuito, in parte, anche a finanziare il completo restauro della "chiesetta" del cimitero di Ruosina.
Negli anni seguenti l'artista di Montelupo ha tenuto varie mostre personali, in particolare nel Palazzo Panciatichi della Regione Toscana in Firenze, nel Castello del Piagnaro a Pontremoli, nell'ex ateneo a Bergamo Città Alta e a Villa Bertelli a Forte dei Marmi, nonché altre numerose esposizioni, tutte in ambienti di rilevanza storica, come nel Palazzo dei Capitani a Cutigliano, etc.
Per tutto lo scorso mese di agosto Alberto Bitossi ha tenuto una mostra personale nella "Sala Salvatori" della Pro loco di Seravezza nella quale , insieme ad altre opere, ha esposto, a corredo, vari manufatti artistici in stile epoca medievale.
In questi anni il maestro ha anche realizzato in Versilia diversi orci toscani (questi manufatti si differenziano dagli orci/beccaccia per la grandezza maggiore e per la rotondità dell'orlo) corredati dai relativi stemmi della famiglie committenti.
I tal senso, molto belli e importanti, gli otto grandi orci riportanti gli stemmi di famiglia eseguiti su commissione del compianto avvocato Antonio Bagni, che è stato Governatore della Misericordia di Seravezza. Gli otto orci furono collocati come arredo nel giardino/ingresso della Villa Buon Riposo in Pozzi di Seravezza.
L'artista inoltre si è reso disponibile realizzando e donando i rispettivi stemmi in terracotta policroma alla Venerabile Misericordia di Seravezza e alla Pubblica Assistenza di Stazzema.
Attualmente l'artista sta realizzando anche lo stemma della Pro loco di Seravezza nonché il già menzionato orcio/beccaccia per il Piccolo Lencio Meo.
Con un altro apprezzabile gesto Alberto Bitossi ha realizzato e donato un bassorilievo al ciclista professionista versiliese Giacomo Fini (che è stato il braccio destro dello storico "patron " del Giro d'Italia Vincenzo Torriani) in occasione del suo novantesimo compleanno.
E' infine doveroso annotare che l'artista Bitossi è nato e cresciuto in luoghi di grande influenza medicea; a Montelupo infatti si trova una importante "Villa", non distante da quella di Poggio a Caiano, ma forse ancor più bella è la villa medicea "La Ferdinanda" di Artimino, piccola borgata medievale che spicca sulle colline sopra Montelupo. Bitossi ha raccontato che lui andava a caccia e ai funghi nel rispettivo "Parco Reale" in quanto il territorio in questione confina con un bosco di querce di sua proprietà, dal quale si ricavava legna per la fornace della fabbrica di famiglia.
Deve essere nostro orgoglio poter condividere i tempi attuali dando attenzione a un artista proveniente da questi importanti luoghi medicei ma che dopo decenni di residenza a Ruosina è diventato a tutti gli effetti anche un artista versiliese.
Giuseppe Vezzoni