Stazzema- Stamani una telefonata fattami da una funzionaria della segreteria del Vice Presidente del consiglio e Ministro degli Esteri, On. Antonio Tajani, mi ha informato che il Ministro non potrà essere a Mulina l'11 agosto perché la sua agenda è fitta di impegni ed è programmata da tempo. Confermata invece la sua presenza il giorno dopo a Sant'Anna come rappresentante del Governo. Ho preso atto ed ho ringraziato spiegando il fine dell'invito fatto tempo fa: dare dignità di memoria al luogo in cui iniziò la strage del 12 agosto 1944.
Ci ho provato ancora...e continuerò a provarci, ricordando che nel 1998, in occasione della visita del Presidente Scalfaro a Sant'Anna, fu sfiorata veramente la possibilità di portare un Presidente della Repubblica a Mulina. Due giorni prima della visita fu fatto un sopralluogo per un eventuale passaggio. Inoltre ebbi la Digos in casa e sul posto di lavoro per controllare chi ero e perché avevo promosso la camminata Mulina-Ciel Furato, così nei luoghi un tempo era chiamato Col di Cava, il colle delll'Ossario. A seguito di una una riflessione successiva fu deciso di soprassedere alla visita del presidente a Mulina ma la mattina del 29 aprile 1998 Il presidente Scalfaro iniziò così : << Qualcuno mi ha scritto: Signor Presidente, io sono quella bambina...; e mi ha mandato la foto...">>. La bambina era Elena Menguzzo di 18 mesi, trucidata a Mulina il 12 agosto 1944 insieme ai suoi cinque famigliari. Avevo scritto al Presidente immedesimandomi nella piccola Elena.
Nel contempo che il presidente Scalfaro si apprestava a lasciare l'Ossario fui accompagnato a salutare il presidente dal signore con l'impermeabile che mi era venuto a parlare all'inizio della cerimonia e che nel secondo incontro mi rivelò di essere il Segretario Generale alla Presidenza , dott. Gaetano Gifuni. Il presidente Scalfaro mi disse: Continui! La cosa fece ovviamente scalpore. Mentre rispondevo alle domande di un cronista di una televisione, una "gentile" interferenza si sovrappose alla mia voce per dire che raccontavo bugie, che i martiri di Mulina non erano dimenticati. Il giorno dopo, con una lettera protocollata annunciai al sindaco Gian Piero Lorenzoni il Dossier Martiri di Mulina di Stazzema, un documento con cui ho risposto all'interferenza e ho rotto l'indifferenza. Un documento che si è rivelato determinante per conferire la medaglia d'oro alla memoria di don Fiore Menguzzo. Il giorno della visita del Presidente Scalfaro diversi abitanti di Farnocchia saliti a Sant'Anna unendosi alla camminata Mulina-Ciel Furato inscenarono una manifestazione (con tanto di magliette e striscione tenuti ben occultati) per chiedere la costruzione del collegamento viario Farnocchia- Sant'Anna.
Senza quella "provvida" interferenza non avrei mai trovato la determinazione a scrivere il dossier Martiri di Mulina, che nel formato cartaceo si compone di 120 pagg. A4 e termina nel maggio 1999, mentre nel formato informatizzato si conclude il 31 dicembre 2010. Il documento cartaceo fu inviato all'attenzione del presidente Oscar Luigi Scalfaro e all'allora presidente della Camera dei Deputati On. Luciano Violante , che a sua volta, dopo aver giudicato lo scritto molto importante , lo girò all'attenzione del pro tempore presidente della Commissione cultura della Camera, on. Giovanni Castellani. Da quel momento iniziò l'iter per il conferimento della medaglia d'oro alla memoria di don Fiore Menguzzo.
Riporto la parte finale dello scritto che conclude il Dossier Martiri di Mulina di Stazzema nel formato informatizzato. "
"(...) "Nelle pagine scritte da Giuseppe Vezzoni é sempre più presente la passione per il suo lavoro unita all'attenzione per ciò che è accaduto e che accade, per episodi di cui è necessario conservare la memoria: che si tratti della memoria storica delle stragi, come delle ingiustizie collettive.
In particolare, infatti, il tema trattato da Vezzoni rende testimonianza anche di quanto sia importante la libertà di stampa, per tutte le sue testimonianze, per i tanti articoli, stralci di interviste, frammenti di reportage, rivelazioni, confessioni, denunce presenti in queste pagine.
GRAZIE a Giuseppe Vezzoni in un rispetto che deve, comunque, essere sempre presente verso i testimoni anche perché, nella grande maggioranza dei casi, sono persone adulte, mature e socialmente rispettabili, con un sano timore di esporsi pubblicamente per non cadere nel ridicolo e mettere a repentaglio la propria pace e tranquillità famigliare.
Concludo osservando che nel lavoro di Vezzoni si può comprendere che per sopravvivere si deve preservare viva la memoria, l'identità, la coscienza e la nostra storia.
Con sincera stima e un doveroso e sentito ringraziamento
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Stazzema 14 novembre 2011
Poiché chi ha scritto questa conclusione mi legge, lascio a lui l'eventualità di rivelarsi. Se lo facessi io, nessuno mi crederebbe.
Giuseppe Vezzoni