Stazzema- La voce che dà per certa la ripresa dell'attività estrattiva in una parte del sito conosciuto come Buche del Piastraio e più distintamente come Buca F.lli Pocai e Buca Tonini, di quest'ultima alcuni anni è franata l'entrata, riporta nell'attenzione un sito che fa parte della storia del marmo e della Firenze granducale magnificata dalle brecce di Stazzema. Richiamo parte di uno scritto con cui, 24 anni fa, volli descrivere una camminata lungo il Sentiero comunale del Piastraio che l'ente Unione dei Comuni della Versilia terminò di ripristinare nel 2013 attraverso il finanziamento Fondo europeo agricolo per lo sviluppo. L'intervento ricucì con la realizzazione di nuovi tratti il percorso della storica mulattiera, che dalla località del Martinetto portava a Stazzema capoluogo passando dalle Buche del Piastraio e dal Santuario della Madonna del Bell'Amore. Una mulattiera utilizzata dai pellegrinaggi mariani ma anche durante le Peregrinatio Marie, ossia in quelle rare occasioni che il quadro della Madonna del Bell'Amore era portato in processione nelle chiese di Pontestazzemese, di Mulina e di Stazzema.
"È questa gola così acuta, maestoso orrido scavato dal torrente Mulina nell'interfacciamento delle pendici del Monte di Stazzema e del Colle della Fontana, che Cosimo I, Granduca di Toscana, volle collocare nella storia millenaria del marmo, incentivando nel 1500 l'escavazione dei mischi (brecce), fra i quali il Filone Bandito, una varietà color rosa della breccia completamente appannaggio riservato della Famiglia dei Medici, con cui sono stati alzati portentosi palazzi e chiese con altari e colonne di una policromia incomparabilmente unica, di una bellezza e di una solennità universalmente ammirata e consacrata. (G.V. 7.1 2012)
Con il ripristino del Sentiero comunale del Piastraio furono superate le interruzioni strutturali che l'attività d'escavazione della dolomia in località Martinetto e poi l'alluvione del 19 giugno 1996 avevano causato all'antica via pedonale rendendola non percorribile in diversi tratti. Il recupero del percorso pedonale Martinetto-Stazzema capoluogo fu considerato un opera che riallacciava il passato al futuro dello Stazzemese e ridava al turismo mariano una infrastruttura per esprimersi. Con Brosio parve che l'obbiettivo fosse stato centrato davvero, ma poi, scemato l'interesse del conduttore e giornalista televisivo e gli intervenuti ulteriori danneggiamenti a causa di episodi di maltempo e la caduta massi che c'è stata all'inizio del sentiero, il percorso è ricaduto nell'abbandono.
Adesso, se riapre l'attività di cava, il sentiero pedonale potrebbe essere impedito, come è già impedito percorrere la strada di servizio che porta alle Buche del Piastraio da una catena e da cartelli che avvertono che la strada è proprietà privata e che pertanto è proibito l'accesso.
Se l'escavazione sarà autorizzata, sarà necessario collocare alle Buche del Piastraio infrastrutture, attrezzature e manufatti finalizzati al servizio.
Ecco ciò che prevede il PABE:
La viabilità di accesso è già esistente e potranno essere attuati gli interventi di manutenzione ordinaria e messa in sicurezza necessari. I piazzali esterni all'ingresso del sotterraneo sono già esistenti e necessitano esclusivamente di interventi di manutenzione ordinaria e messa in sicurezza. I locali di ricovero attrezzature e personale potranno essere realizzati utilizzando strutture prefabbricate da installarsi nell'area di servizio o all'interno del cantiere sotterraneo. Potranno essere realizzate strutture di adduzione e circolazione delle acque di recupero, di processo o provenienti da punti di derivazione concessionati, tramite l'installazione di tubazioni in materiale plastico facilmente rimuovibili. Potranno essere realizzate vasche e/o cisterne per il recupero e/o stoccaggio delle acque necessarie al ciclo produttivo tramite l'installazione di strutture facilmente rimuovili. Il fabbisogno di energia elettrica dovrà essere soddisfatto dall'utilizzo di generatori a gasolio da installare all'esterno del sotterraneo, in corrispondenza dell'area servizi. I cavi necessari per trasportare la corrente verso i punti di utilizzo dovranno essere facilmente rimovibili. Stessa cosa dicasi per i compressori che a seconda della tipologia, a gasolio o elettrici, potranno essere installati all'esterno o all'interno del sotterraneo. Le tubazioni necessarie per trasportare l'aria compressa verso i punti di utilizzo dovranno essere facilmente rimovibili. La cisterna per il rifornimento di gasolio dovrà essere posizionata all'interno dell'area servizi realizzando tutti gli apprestamenti di sicurezza ed ambientali necessari per evitare il rilascio di idrocarburi e altri inquinanti verso l'ambiente esterno. Lo stoccaggio dei rifiuti speciali pericolosi e non prodotti dall'esercizio dell'attività estrattiva potrà avvenire sia all'interno sia nell'area di servizio all'esterno del sotterraneo, all'interno di contenitori ermetici o "big bag" posti all'interno di vasche metalliche a tenuta dotate di copertura e dovranno essere correttamente separati e identificati con apposito codice CER. Gli impianti di gestione e trattamento delle acque di lavorazione potranno essere realizzati sia all'interno sia all'esterno del sotterraneo, comunque all'interno dell'area di servizio e tramite l'installazione di strutture facilmente rimovibili. Vasche di stoccaggio e tubazioni dedicate potranno essere installate anche all'interno dell'area della riqualificazione paesaggistica e di rispetto della viabilità allo scopo di poter attuare gli interventi di mitigazione delle emissioni polverose previsti. I servizi igienici dovranno essere realizzati con vasche di tenuta dei liquami o con scarico a seguito di adeguati sistemi di trattamento primario e secondario".
Elementi della fruizione da preservare e valorizzare
"Il PABE valorizza e tutela i percorsi di collegamento con il santuario della Madonna del Piastraio, come si rilava nella Tav.QC.08 e Tav.QC.12, attraverso: - la salvaguardia, la valorizzazione attraverso il ripristino del percorso di collegamento dall'abitato di Mulina, nel fondovalle, al santuario della "Madonna del Piastraio", che costituisce un elemento di valenza territoriale e rilevanza storico – culturale; - la realizzazione di interventi, da prevedere dal progetto di coltivazione nella risistemazione finale del sito, per l'adeguamento della viabilità di servizio della cava Piastraio per la definizione di un tratto del percorso al santuario della "Madonna del Piastraio".
Interventi di riqualificazione paesaggistica e ambientale
"La cava Piastraio, attività estrattiva 2, in sé non è interessata da interventi di riqualificazione paesaggistica e ambientale. L'autorizzazione all'escavazione è comunque subordinata all'attuazione dei seguenti interventi previsti all'interno e/o collegati al bacino estrattivo: - il ripristino del percorso di collegamento dall'abitato di Mulina, nel fondovalle, al santuario della "Madonna del Piastraio", che costituisce un elemento di valenza territoriale e rilevanza storico – culturale; - la realizzazione degli interventi, nella risistemazione finale del sito, di adeguamento della viabilità di servizio della cava Piastraio per la definizione di un tratto del percorso al santuario della "Madonna del Piastraio". - Il monitoraggio del processo di rinaturalizzazione già in atto nei vecchi siti di cava a cielo aperto, dove sono diffuse specie autoctone, sia arbustive che arborescenti, allo scopo di promuoverne la progressiva affermazione; potranno essere utili anche interventi mirati di eradicazione delle infestanti, che, essendo dotate di grande adattabilità, entrano spesso in competizione con le specie locali spontanee ostacolandone la diffusione. Tali interventi potranno essere realizzati anche nei tratti dei percorsi sopra menzionati ed oggetto degli interventi di riqualificazione. L'habitat 8210 a mosaico con la lecceta rupestre sui fronti degli ingressi di cava, può trovare, a bassa quota, un ostacolo per la presenza di specie aliene fortemente invasive che possono costituire una seria criticità (da Manuali per il monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario (Direttiva 92/43/CEE) in Italia : habitat)
In attesa della conferma della ripresa dell'attività estrattiva alle Buche del Piastraio e di conoscere eventuali prescrizioni aggiuntive, le conoscenze fornite dovrebbero bastare per stimolare osservazioni più specifiche da parte dei cittadini-lettori.
NB: In un manufatto fatiscente in parte crollato di proprietà della Ditta Tonini è conservata una lapide su cui sono scolpiti i nomi di alcuni cavatori morti che hanno lavorato nella Buca Tonini. Per preservare questo documento su marmo, la lapide andrebbe rimossa e ricollocata in un posto più sicuro, magari in un area dedicata alla sensibilizzazione per stroncare l'incessante ripetersi delle morti sul lavoro, pertanto da realizzarla nell'area delle Buche del Piastraio.
Giuseppe Vezzoni