Il Premio Letterario Camaiore - Francesco Belluomini ha assegnato il Premio SIAE Under 35 - nato in collaborazione con la Società Italiana degli Autori ed Editori – ex aequo a due giovani autori: Stefano Calemme per "Atlante delle ferite" (Fara Editore) e Abbadi Ali Fatmi per "Una casa blu" (Capire edizioni)
"Il Premio SIAE Under 35 nasce per dare voce e visibilità ai giovani autori italiani che scelgono la poesia come strumento privilegiato di espressione e di interpretazione del presente – dichiara il Presidente della SIAE Salvatore Nastasi -. Con l'assegnazione ex aequo del riconoscimento a Stefano Calemme e Fatmi Abbadi Ali, la Società Italiana degli Autori ed Editori rinnova il proprio sostegno alle nuove generazioni di autrici e autori che, attraverso percorsi poetici originali, sanno coniugare ricerca linguistica, consapevolezza civile e profondità umana. Stefano Calemme si distingue per una scrittura raffinata e matura che indaga la fragilità della condizione contemporanea, mentre Fatmi Abbadi Ali affida alla poesia una intensa riflessione sui temi dell'identità, della lingua e della memoria familiare. Premiare questi giovani autori - conclude Nastasi - conferma il nostro impegno nel valorizzare le nuove voci della letteratura italiana e nel sostenere chi, attraverso la parola poetica, offre prospettive originali per comprendere il nostro tempo".
Stefano Calemme
Stefano Calemme (Napoli, 1999) si è laureato in Lettere Moderne presso l'Università di Bologna nel 2022, ateneo dove ha proseguito gli studi magistrali in Italianistica con l'obiettivo di diventare insegnante. Autore di poesie fin dalle scuole medie, ha esordio con la silloge "Se fiorisse la tempesta" (Aletti Editore). Con l'ultima sua opera, "Atlalte delle ferite", si è già aggiudicato il concorso Faraexcelsior. Nel 2026 si è classificato al primo posto nella sezione poesia singola del prestigioso premio nazionale "Ossi di seppia", prevalendo su oltre 1600 partecipanti.
Il Presidente del PLC Michele Brancale e l'Assessore alla Cultura Claudia Larini hanno così spiegato il conferimento del Premio.
"Una lingua raffinata, priva di sbavature e già matura, connota la silloge abitata da figure metaforiche ed esperienze personali riflesse nell'altro. La fragilità della condizione umana viene posta a confronto con un tempo ibrido, sfaccettato, sempre più difficile da decifrare e, pertanto, da gestire. Calemme affonda il proprio dire nelle pieghe di una speranza mai vana, enuclea con candore ed eleganza la ricerca di una fonte di bellezza, nella comune finitudine degli spazi siderali. Persistente il richiamo quasi spasmodico agli elementi naturali, segnatamente marini, iconico sguardo a un orizzonte che si perde dischiudendo le porte a un peregrinare incerto. L'autore si fa altresì voce di una testimonianza collettiva, tra ampiezza e profondità nei contenuti e nel registro stilistico, richiamando una morale da contrapporre alla deriva fangosa dell'oggi".
Fatmi Abbadi Ali
Fatmi Abbadi Ali (Modena, 2003), di origini marocchine, si è trasferito a Bologna per studiare Lettere Moderne, diventando socio del Centro di Poesia Contemporanea dell'Università. Il suo esordio editoriale risale al 2023 con la raccolta "In morte di un dio e di un amore" (Booksprint Edizioni). Nel 2025, con "Una casa blu", è stato selezionato tra i protagonisti del Premio LericiPea Giovani e ha ricevuto spazio su prestigiose riviste di settore come Inverso.
Il Presidente del PLC Michele Brancale e l'Assessore alla Cultura Claudia Larini hanno così spiegato il conferimento del Premio.
"Con una naturale spontaneità Abbadi Ali Fatmi propone il suo Una casa blu dove concentra e affronta tematiche e valori fondamentali della vita: la lingua e la famiglia in primis. La lingua quale strumento di comunicazione e luogo originario nel quale riconoscere la propria identità, le orme del passaggio dei propri avi, quasi una dimensione abitativa da custodire come un dono prezioso, riscontrabile già nella citazione da Lessico familiare della Ginzburg, una lingua da cui è necessario separarsi, almeno in parte, per assumere quella della terra di accoglienza, in un percorso formativo che porta non ad una scelta definitiva, ma ad una nuova consapevolezza: solo nel luogo originario di nascita, si comprende il valore del nostro stare al mondo, e il progetto di un grande disegno che coinvolge generazioni di ogni tempo. Pesa sulla penna, e inevitabilmente sul cuore, l'assenza di figure fondamentali. L'unica via per la conservazione della memoria, e forse per il superamento della ferita, resta quella dello scavo, della conservazione dei nomi, e proprio la penna, con la parola fatta poesia, sarà lo strumento per raccogliere i resti del tutto".
Le premiazioni, con la consegna dei Premi ai vincitori, si terranno durante la Serata Finale del PLC, in programma sabato 19 settembre nella magnifica cornice di Villa Ariston a Lido di Camaiore.








