Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato emesso dall'associazione Amici della Terra Versilia.
"L'associazione Amici della Terra Versilia in qualità di “scienziati della chiacchiera riuniti in comitati della fuffa” ha presentato settimana scorsa due denunce alla Procura della Repubblica in merito all'autorizzazione di abbattimento del pino in via Sant'Andrea e al taglio della magnolia all'interno del giardino della Curia, sempre nella medesima strada, chiedendo di accertare l'eventuale sussistenza di reati penali. Tralasciando le esternazioni dei leoni da tastiera siamo rammaricati per la perdita del Pino di Sant'Andrea, un'icona della città e altrettanto contrariati per il comportamento poco trasparente da parte dell'amministrazione e di un ente come la Curia che dovrebbe essere chiamata al rispetto delle indicazioni teologiche e pastorali del Vaticano, tra le quali spicca la nuova proposta della Commissione Teologica Internazionale (CTI) nel documento: “Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”. Una casa dove un ruolo fondamentale viene svolto dagli alberi.
In merito a quanto è accaduto ci teniamo a ricordare che il pino di via Sant'Andrea era stato dichiarato in classe B/C da una perizia agronomica commissionata dalla Curia e quindi non a rischio cedimento. La sua caduta è avvenuta per una colonna d'aria che è piombata al suolo generando raffiche di vento della velocità di 100/150 km orari. E se non ci fosse stato il Pino comunque ci sarebbero stati dei danni come è avvenuto in altre parti della città dove il vento ha scoperchiato tetti e fatto volare via le lamiere dei cantieri.
Al di là della polemica politica apparsa sui giornali, siamo convinti che nell'amministrare di una città ci voglia serietà e responsabilità ed è proprio quello di cui, in questi anni, lamentiamo la mancanza per quanto riguarda: la tutela del patrimonio arboreo, l'ampliamento delle aree verdi, la riduzione di consumo di suolo, la tutela delle falde acquifere dal fenomeno di salinizzazione, l'assenza di provvedimenti per limitare fattori di rischio crescenti quali l'inquinamento da particolato (oltre 40.000 morti l'anno in Italia), il caldo estremo e prolungato causa di malori e di decessi , e così via. E ci auguriamo che questa amministrazione cambi queste vecchie abitudini.
E per un buon inizio vorremmo sapere a cosa ci si riferisce quando si afferma che “...non tutto può essere anticipato e non tutto può essere evitato. Ma proprio per questo non possiamo permetterci di ignorare o rinviare interventi nelle situazioni con elementi di criticità noti” visto che (repetita iuvant) il pino di Sant'Andrea, all'amministrazione, non risultava instabile. O forse in Comune si è a conoscenza di lavori fatti che hanno reso poco stabile il pino come accaduto a Milano?
Ed essendo perfettamente d'accordo che “la sicurezza dei cittadini non può essere materia da campagna elettorale permanente e non può essere sacrificata per raccogliere qualche consenso sui social.” quando si inizierà una seria riflessione su come proteggere la città dalle tempeste, dalla salinizzazione dell'acqua dolce, dalle temperature torride ecc. che porti a programmi realistici, discussi e condivisi con i cittadini?".








