"Un appello al Presidente del Parco Andrea Tagliasacchi: attendiamo un suo comunicato stampa e una presa di posizione pubblica volta ad evidenziare la grave situazione deficitaria interna al Parco. Noi lo stiamo facendo da mesi". Lo scrive in un comunicato l'associazione Apuane Libere.
"Questo Parco, in queste condizioni, non ha la possibilità di tutelare l'interesse collettivo: questa gestione regionale sta fallendo sotto ogni punto di vista, servono più controlli e più personale. Il silenzio del Presidente deve finire e deve lanciare un messaggio chiaro alla Regione Toscana, che ha l'obbligo di intervenire.
Come associazione Apuane Libere, negli ultimi mesi, abbiamo inviato decine di denunce riguardo a irregolarità, talvolta gravissime, nelle attività estrattive.
Ma mentre i procedimenti per nuove autorizzazioni (PCA) vengono conclusi regolarmente, noi stiamo ancora aspettando riscontro su circa una decina di segnalazioni formali di irregolarità trasmesse al Parco Regionale delle Alpi Apuane, senza che a queste sia seguito alcun provvedimento di ordinanza di sospensione o di riduzione in pristino. In alcuni casi parliamo di segnalazioni ferme da oltre un anno: un ritardo di questa entità non può essere liquidato come una semplice difficoltà organizzativa, e chiediamo che ne vengano chiarite pubblicamente le ragioni.
Si tratta di cave che, come da noi denunciato, operano in modo difforme da quanto autorizzato, e che nonostante questo continuano a farlo, mentre l'ente preposto alla tutela del territorio resta inerte o comunque impossibilitato a fare il suo dovere.
La situazione è davvero insostenibile.
Chiediamo al Presidente del Parco, Andrea Tagliasacchi, di assumersi pubblicamente la responsabilità di questa situazione.
Se il problema è, come sembra, la carenza di personale e di risorse per svolgere le funzioni di vigilanza e controllo, il Presidente lo dica apertamente e lo metta nero su bianco indirizzandolo alla Regione Toscana, da cui il Parco dipende e a cui deve poter pretendere le risorse necessarie a far funzionare l'ente.
Non è ammissibile che la carenza di mezzi diventi una giustificazione silenziosa, accettata senza che nessuno ne chieda conto pubblicamente.
Un ente regionale che non riesce a esercitare le proprie funzioni di tutela ha il dovere istituzionale di dirlo e di chiederne la soluzione, non di lasciare che il problema si areni nel silenzio".
«Siamo cittadini che pagano le tasse per sostenere un ente che dovrebbe tutelare l'interesse collettivo» dichiara il presidente di Apuane Libere, Marco Giudici. «Siamo stufi di vedere sorgenti inquinate. Siamo stufi di vedere cave che strappano pezzi di montagna in modo difforme dalle autorizzazioni, senza che arrivi alcuna sospensione. Il Parco delle Alpi Apuane non può continuare a dire sì a chi chiede di aprire nuovi fronti di cava e a tacere su chi viola le regole in quelli già esistenti.»
"Pretendiamo a questo punto - prosegue il comunicato di Apuane Libere - che le segnalazioni trasmesse vengano riscontrate pubblicamente, che vengano chiariti i tempi e gli esiti delle istruttorie aperte, e che il Presidente Tagliasacchi chiarisca, con atti scritti e pubblici, quali iniziative intende assumere nei confronti della Regione Toscana per risolvere la carenza di personale che, a quanto risulta, paralizza l'attività di vigilanza e sanzionatoria dell'ente.
Segnaliamo peraltro che in Consiglio Regionale è stato di recente annunciato un approfondimento sul piano anticorruzione della Regione relativo alle procedure cave: un tema che testimonia come la gestione del settore estrattivo in Toscana richieda maggiore trasparenza e controllo".