Ad accorgersi del piccolo, visibilmente disorientato e spaventato, è stato l'agente della Polizia Locale Mattia Tonarelli, in servizio al mercato, mentre la babysitter, comprensibilmente in forte apprensione, lo stava cercando tra i banchi. L'agente si è avvicinato con prudenza e delicatezza, cercando prima di tutto di non spaventarlo ulteriormente e di capire, anche attraverso le poche parole in inglese che il bambino riusciva a dire tra le lacrime, che cosa fosse accaduto.
Sono seguiti circa trenta minuti di comprensibile apprensione, durante i quali Tonarelli ha saputo restare accanto al bambino con attenzione e sensibilità, trasformando progressivamente la paura iniziale in un rapporto di fiducia. Gli ha mostrato la paletta, il fischietto, piccoli strumenti di servizio diventati per qualche minuto un modo semplice e umano per aiutarlo a sentirsi più sicuro.
Nel frattempo sono sopraggiunti i genitori, che si trovavano ancora in albergo, e la Polizia Locale ha potuto così favorire il ricongiungimento del bambino con la famiglia, tra la grande emozione e il sollievo di tutti.
"Desidero rivolgere un sincero apprezzamento all'agente Mattia Tonarelli – dichiara il comandante della Polizia Locale Andrea D'Uva – che ha gestito la situazione con professionalità, equilibrio e una particolare sensibilità nei confronti del bambino. In circostanze come queste non è importante soltanto intervenire rapidamente, ma anche saper instaurare un rapporto di fiducia con un minore spaventato, accompagnandolo in un momento di evidente difficoltà fino al ritorno dai suoi familiari. Il suo comportamento è stato esemplare e testimonia l'attenzione e la preparazione con cui gli operatori della Polizia Locale svolgono quotidianamente il proprio servizio a tutela della comunità e dei nostri ospiti."
L'episodio si è concluso nel migliore dei modi, confermando ancora una volta quanto, accanto alla presenza e alla tempestività degli operatori, contino anche sensibilità, misura e capacità di relazione.






