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Scritto da Redazione
Cronaca
20 Agosto 2025

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È stato recentemente pubblicato sulla rivista internazionale “PEC Innovation” l’articolo dal titolo “Empathy training via Kalamazoo Consensus in remote and in-person medical communication: A randomized controlled trial”, che documenta i risultati di uno studio randomizzato controllato condotto in Azienda USL Toscana nord ovest per valutare l’efficacia della formazione alla comunicazione centrata sulla persona.

Lo studio, promosso dal direttore dell’unità operativa complessa Francesco Niccolai e condotto da un team multidisciplinare di docenti interni, nasce dalla volontà di verificare scientificamente l’impatto del corso aziendale di comunicazione rivolto ai neoassunti. Il corso rappresenta il primo livello del percorso formativo in comunicazione clinica ed è stato strutturato secondo il modello del Kalamazoo Consensus Statement, un riferimento internazionale per la comunicazione medico-paziente. A partire dal 2020, oltre 600 operatori sanitari hanno completato il percorso formativo, che si svolge interamente online in piccoli gruppi. 

La formazione è rivolta principalmente a medici, infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di radiologia medica, dietisti, fisioterapisti e psicologi appena assunti. E’ prevista come prova finale la simulazione di un colloquio clinico, condotto secondo gli standard della formazione tramite pazienti simulati (sanitari docenti di comunicazione).

Lo studio, condotto su 129 medici neoassunti nei tredici ospedali dell’Azienda, ha dimostrato un incremento significativo dei punteggi di empatia nei partecipanti che hanno seguito il corso, sia nelle dimensioni emotive che cognitive. Al contrario, nel gruppo di controllo, che non ha seguito il corso, i punteggi di empatia sono risultati stabili o in calo. I dati confermano dunque che l’empatia, pur non essendo innata, può essere appresa e potenziata tramite percorsi formativi mirati, anche in modalità telematica.

“I dati ottenuti – sottolinea, a commento dei risultati, il primo firmatario dello studio, il medico Giovan Battista Previti - ci permettono di affermare con fiducia che l’empatia, elemento fondante della relazione clinica, può essere efficacemente rafforzata attraverso una formazione strutturata e interattiva, anche a distanza. La risposta positiva dei partecipanti e le evidenze emerse ci incoraggiano a proseguire con rigore nella valutazione degli effetti della formazione sulla pratica clinica reale”. 

Il corso è stato reso possibile anche grazie alla preparazione specifica dei docenti aziendali, formati internamente con l’obiettivo di rafforzare le competenze nell’insegnamento attraverso la simulazione, secondo una logica di qualità e sostenibilità del sistema formativo. Il metodo adottato, che coniuga teoria, interazione, esercitazioni pratiche e feedback personalizzati, ha trovato conferma non solo nella soddisfazione dei partecipanti, ma anche nei risultati della ricerca.

Dopo il corso di base, il percorso formativo prosegue e si arricchisce ulteriormente attraverso la collaborazione con la struttura di Sicurezza del paziente, diretta da Tommaso Bellandi. In questa fase avanzata, l’attenzione si concentra sulla comunicazione del rischio, indispensabile per sostenere una scelta terapeutica consapevole da parte della persona assistita, e sulla comunicazione trasparente in caso di evento avverso, secondo le più aggiornate raccomandazioni nazionali e internazionali in tema di sicurezza e trasparenza nei processi di cura. 

Sergio Ardis, direttore dell’unità operativa Relazioni con il Pubblico, Partecipazione e Accoglienza e responsabile scientifico del corso ha espresso viva soddisfazione per la pubblicazione dello studio: “Questo riconoscimento scientifico - commenta Ardis - valorizza il lavoro di tutto il gruppo dei docenti, conferma la bontà del modello adottato e incoraggia a proseguire nell’estensione di questa formazione di base a un numero sempre maggiore di professionisti sanitari, consapevoli che una comunicazione empatica è il primo passo per una cura centrata davvero sulla persona”.

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