"In quest'ultimo decennio la politica del nostro Comune ha avuto una costante: la distruzione del "verde" urbano e la programmazione di disastrose e cervellotiche iniziative quali il seppellire con "piste" pezzi di pineta sotto l'asfalto, e il tentativo di manometterne riserve naturali. Una politica che, lungi dal contrastare il catastrofico dissesto climatico che stiamo subendo, lo favorisce e amplifica nei suoi effetti a danno della salute e della vita dei cittadini e della città. Le insostituibili e determinanti funzioni del "verde" nel contrastarli e contenerli sono completamente ignorate". Si apre così il comunicato di Antonio Dalle Mura, presidente di Italia Nostra Versilia, che prosegue: "A questo proposito scrive lo scienziato Mancuso: «L'unica maniera seria per prepararsi a ciò che sta accadendo [la catastrofe climatica], è di rendere le nostre città più verdi e più permeabili possibili. La quantità di alberi presenti nella città rappresenta il discrimine principale tra l'adattarsi al riscaldamento globale o subirne le conseguenze. Insomma: coprire di alberi le nostre città, e abbiamo poco tempo per farlo [.....]. Volere una città coperta di alberi e di vegetazione richiede non soltanto di comprendere i motivi scientifici della scelta, ma anche di superare una forte barriera culturale...».
Dei vari danni subiti dalla città, lo stramazzo del monumentale pino di sant'Andrea che ha accompagnato l'eccezionale tromba d'aria del 9 settembre scorso, ne è rappresentazione plastica.
Le numerose richieste di manutenzione, cura e messa in sicurezza fatte insistentemente da cittadini e associazioni e mai prese in considerazione, sono addirittura divenute oggetto di dileggio da parte di chi aveva la responsabilità della messa in sicurezza di quell'albero, e niente ha fatto di quanto doveva. E' quanto l'ex sindaco della città, non estraneo a quella caduta, scrive su inverecondi, incredibili social.
E purtroppo la città, vittima di questa irresponsabile politica, spogliata del suo verde urbano è più fragile e indifesa di fronte ai sempre più frequenti disastrosi eventi climatici e al riscaldamento globale.
Mentre altre città progettano responsabilmente di arricchirsi di "verde" e di liberare quanto più suolo possibile da cemento e asfalto con opere di depavimentazione, da noi si continua ad abbattere alberi e a progettare nuove strade e "piste" in mezzo alla pineta. Nonostante le leggi.
Il "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" (D.L. 12.01.2004 n.42) e la Convenzione Europea del Paesaggio (ratificata dall'Italia con Legge n.14 09.01.2006) riconoscendo l'importanza del patrimonio verde come componente strutturale del paesaggio e della città e come bene comune non negoziabile indispensabile per la vivibilità, chiedono una politica concretamente diretta alla salvaguardia e alla corretta gestione del verde urbano. La Legge 10/2013 (L. n.10, 14.01.2013 e segg.) impone ai Comuni:
- la istituzione di un Ufficio del Verde (o Dipartimento di Tutela Ambientale e Paesaggistica), autonomo da altri Uffici e/o Dipartimenti;
- il Censimento del Verde, pubblico e privato;
- la creazione del Catasto del Verde con funzioni patrimoniali, gestionali, ambientali;
- il Bilancio del Verde pubblico e privato elaborato annualmente;
- il Piano del Verde - Piano di tutela, sviluppo e valorizzazione del Verde e del Paesaggio Urbano con verifica annuale dell'attuazione e aggiornanto almeno biennale;
- il Regolamento degli scavi dotato di Banca Dati degli scavi.
- il "Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano", che sostituisca l'attuale Regolamento, inadatto, incompleto e quasi mai osservato.
Chiediamo infine, allo scopo di verificare la corretta gestione del "verde", l'istituzione di una "Consulta del Verde e del Paesaggio" composta da rappresentanti di Associazioni, comitati, enti, ordini professionali, tecnici e amministratori del Comune che, senza oneri a carico dell'Amministrazione Comunale, vigili sull'applicazione delle Leggi e del Regolamento, esprima pareri non vincolanti, monitori lo stato del Verde, promuova la conoscenza dell'ecosistema verde, la formazione e l'educazione ambientale, promuova l'informazione sullo stato del verde e del paesaggio.
Tutela e arricchimento di Verde non solo per motivi architettonoco-urbanistici e identitari di città e paesaggio, ma per non consegnarla inerme e indifesa ai disastrosi rovesci meteo-climatici e al riscaldamento globale. Quanto sta accadendo", conclude Antonio Dalle Mura.