"Siamo sollevati che non sia accaduto niente di grave nell'incidente di via Trieste. E dispiace per il titolo fuorviante apparso sulla stampa. Difatti, se è vero che i dossi si sono formati per le radici dei pini, è altrettanto vero che questo è avvenuto per la facilità con cui l'asfalto si è deformato e questo è da attribuirsi alle temperature sempre più calde di questi ultimi anni, in particolare negli ultimi mesi con temperature oltre i 36°C per settimane". A scriverlo in un comunicato sono le associazioni ambientaliste Amici della Terra Versilia, Comitato Difesa Alberi Pisa, Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, Le Voci degli Alberi Pietrasanta, Legambiente Versilia e WWF Alta Toscana.
"L’estate 2026 ha battuto di mezzo grado il primato dell’estate 2003 che resisteva da oltre 20 anni e secondo gli esperti sarà l'estate più fresca dei prossimi anni. Viviamo in un mondo reso sempre più fragile dai cambiamenti climatici dove diventa vitale darsi regole adeguate ai tempi e rispettarle, così come cambiare radicalmente il nostro modo di pensare ed agire.
Gli alberi non si sostituiscono come pezzi meccanici: per avere grandi alberi ci vogliono decenni e sono i grandi alberi che eviteranno nei prossimi anni che l'asfalto si sciolga come neve al sole. E volutamente non staremo a ricordare il numero crescente di morti per temperature ed inquinamento atmosferico perché sarebbe compito di chi informa riportarlo.
Il Tribunale di Torino il 30 maggio 2024 ha riconosciuto il valore delle alberature come infrastruttura fondamentale per il diritto alla salute. Questo perchè sono l’unica cosa che abbiamo per mitigare il disastro.
Invece torniamo a sottolineare la necessità, per il cantiere di via Vittorio Veneto e per il futuro cantiere di via Trieste, di:
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utilizzare asfalto drenante che è più resistente alle alte temperature estive
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realizzare marciapiedi permeabili per gli scambi di umidità aria /suolo
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usare la vanga ad aria (Aero Spade) per lavorare a meno di 2 metri e mezzo dal tronco delle piante senza danneggiarne le radici,
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adottare strutture “cupolex” per garantire circolazione d'aria aria alle radici ed avere un asfalto duraturo.
Interventi essenziali per evitare di distruggere ciò che ancora rende vivibili le nostre città garantendo sicurezza tutela del patrimonio arboreo per il Bene di Tutti. Si può e si deve fare
Il Presidente del Senato La Russa in una conferenza pubblica ha detto che non dobbiamo preoccuparci del clima caraibico perchè ai Caraibi “sopravvivono e anche noi ci abitueremo e non moriremo”.
Noi la pensiamo diversamente intanto perchè il clima futuro in Europa non sarà caraibico. Nei Caraibi non arrivano le ondate di calore africane. E poi perchè preferiamo conservare (il più possibile) il nostro attuale livello di qualità di vita evitando di ridurci a “sopravvivere e non morire” . Ma per fare questo è necessario sapere pianificare adeguandosi ai cambiamenti in corso e porre più cura a quanto si scrive", concludono gli ambientalisti.








