Governance rafforzata, progetti ambientali e nodi sulla navigabilità al centro dell'assemblea che si è svolta nei giorni scorsi.
Il 4 marzo, nella sede del Consorzio 1 Toscana Nord a Viareggio, si è riunita l'Assemblea di Bacino del Contratto di Lago per il Massaciuccoli, convocata dal direttore Norberto Petriccioli per condividere gli esiti della recente riunione del Comitato Istituzionale e avviare la revisione del Piano d'Azione. L'incontro ha confermato la volontà comune di rafforzare il percorso partecipativo e di aggiornare gli interventi necessari alla tutela e alla valorizzazione del lago.
Il direttore e il vicepresidente Andrea Celli hanno illustrato le principali decisioni del Comitato, tra cui il passaggio della responsabilità del Contratto di Lago dal Comune di Massarosa al Consorzio di Bonifica, un cambiamento che consolida la governance e permette una gestione più coordinata delle azioni. L'assemblea ha poi accolto numerose nuove richieste di adesione: enti scientifici, associazioni culturali e ambientali, realtà economiche e anche singoli cittadini hanno manifestato interesse a partecipare attivamente. Un segnale della crescente attenzione verso il lago e delle potenzialità del Contratto come strumento aperto e inclusivo. L'ingegnere Francesco Avolio ha presentato lo stato di avanzamento delle sedici azioni previste dal piano originario, evidenziando i progetti già avviati, come l'ampliamento della fitodepurazione di San Nicolò, il recupero naturalistico dell'area Caprile–Samminiata, la realizzazione dell'anello ciclopedonale. Alcune opere risultano invece ferme o in attesa di finanziamento, come l'impianto di fitodepurazione di Vecchiano. Sono state inoltre presentate nuove proposte di intervento, selezionate per la loro fattibilità nel breve periodo, che spaziano dal recupero ambientale alla manutenzione idraulica, studi scientifici su subsidenza, qualità delle acque e navigabilità sostenibile. Navigo e l'Autorità Portuale hanno sottolineato il potenziale turistico del collegamento lago–mare attraverso il canale Burlamacca.
Durante l'assemblea è emersa con forza anche l'urgenza di intervenire sulle specie invasive, come il fiore di loto asiatico, il siluro e le nutrie, che rischiano di compromettere la navigabilità dei canali e l'equilibrio dell'intero ecosistema. È stata proposta la definizione di un protocollo rapido di intervento, condiviso tra enti e associazioni.
Il Direttore ha inoltre informato i partecipanti dei progetti scientifici in corso con l'Università di Pisa, ARPAT e alcune amministrazioni locali, dedicati allo studio della qualità ambientale del lago e alla sperimentazione di scavi mirati dei fondali, con la possibilità di accedere a finanziamenti europei come LIFE e INTERREG.
L'assemblea ha infine condiviso un metodo di lavoro per la costruzione del nuovo Piano d'Azione, basato sulla raccolta delle proposte, sulla definizione delle priorità, sulla suddivisione degli interventi in orizzonti temporali da uno a cinque anni e sull'individuazione dei soggetti attuatori. Il nuovo piano sarà definito attraverso un percorso partecipativo che coinvolgerà istituzioni, associazioni, mondo scientifico e cittadini, con l'obiettivo comune di tutelare il lago, migliorare la qualità delle acque e valorizzare il territorio in modo sostenibile.