Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per quanto accaduto nei giorni scorsi alla scuola media “Pea” di Viareggio, dove, a seguito dell’ennesimo violento acquazzone, si sono ripresentate infiltrazioni d’acqua dal soffitto e dagli infissi tali da costringere alcune classi a trasferirsi in altre aule per poter proseguire le lezioni.
"L’immagine di studenti che, durante l’orario scolastico, devono lasciare i propri spazi educativi a causa di pioggia nelle aule non rappresenta soltanto un disagio organizzativo o una criticità strutturale temporanea", scrive il prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU, che prosegue: "Essa restituisce simbolicamente una fragilità più profonda che riguarda il rapporto tra istituzioni, diritto allo studio e qualità degli ambienti destinati alla formazione delle nuove generazioni.
La scuola non è un contenitore neutro. Gli spazi educativi incidono profondamente sulla percezione di sé degli studenti, sul senso di appartenenza alla comunità scolastica e sulla qualità dell’apprendimento. Un edificio scolastico degradato, insicuro o costantemente esposto a emergenze manutentive trasmette inevitabilmente un messaggio culturale implicito: l’educazione non costituisce una priorità reale dell’agenda pubblica.
In questi anni le scuole italiane hanno dimostrato una straordinaria capacità di resilienza, affrontando emergenze sanitarie, fragilità sociali, dispersione scolastica e nuove forme di disagio giovanile. Tuttavia non si può continuare a chiedere alla comunità scolastica di supplire, con spirito di adattamento e sacrificio quotidiano, a carenze strutturali che richiedono invece una programmazione politica stabile e lungimirante.
Quanto avvenuto alla scuola Pea evidenzia una questione che attraversa numerosi territori del Paese: l’assenza di una cultura sistemica della manutenzione scolastica. Troppo spesso si interviene soltanto in condizioni emergenziali, inseguendo urgenze che nel tempo diventano ordinarietà. Eppure il diritto all’istruzione sancito dalla Costituzione non riguarda esclusivamente l’accesso formale alla scuola, ma comprende anche la possibilità di vivere ambienti dignitosi, sicuri, salubri e pedagogicamente adeguati.
Il CNDDU - continua Pesavento - ritiene necessario superare la logica degli interventi episodici per costruire una nuova idea di edilizia scolastica come investimento educativo permanente. Per questa ragione rivolgiamo un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché venga istituito un “Osservatorio nazionale sulla qualità educativa degli ambienti scolastici”, con il compito di monitorare non soltanto la sicurezza tecnica degli edifici, ma anche il loro impatto sul benessere psicologico, relazionale e cognitivo degli studenti.
Sarebbe opportuno avviare un programma pluriennale che consenta alle scuole di segnalare criticità strutturali attraverso piattaforme digitali integrate, con tempi certi di intervento e verifiche pubbliche sullo stato di avanzamento dei lavori. Una proposta concreta potrebbe essere quella di destinare una quota vincolata dei fondi nazionali e territoriali esclusivamente alla manutenzione ordinaria programmata degli edifici scolastici, sottraendola alle logiche emergenziali e alla discontinuità amministrativa.
Occorre inoltre promuovere una visione culturale nuova: la manutenzione scolastica non deve essere percepita come una semplice voce tecnica di bilancio, ma come un atto di responsabilità democratica verso le giovani generazioni. Una scuola che accoglie gli studenti in ambienti curati comunica attenzione, rispetto istituzionale e fiducia nel futuro; al contrario, strutture lasciate progressivamente al degrado rischiano di alimentare disaffezione, senso di marginalità e impoverimento del legame civico.
In una società che spesso chiede ai giovani di credere nelle istituzioni, diventa fondamentale che siano proprio le istituzioni a dimostrare concretamente di credere nei giovani, garantendo loro spazi adeguati alla crescita culturale e umana.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime vicinanza agli studenti, alle famiglie, ai docenti e al personale scolastico coinvolto nei disagi e auspica che episodi come quello verificatosi alla scuola Pea possano diventare occasione per una riflessione nazionale seria sul valore educativo degli ambienti scolastici e sulla necessità di considerare la scuola un’infrastruttura prioritaria della democrazia", conclude il prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU.








