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Scritto da Redazione
Cronaca
20 Novembre 2021

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Una giornata dedicata a denunciare le più grandi violenze, non solo fisiche, ma anche morali e le libertà negate è il tema del convegno Una luce per l'Afghanistan, che si terrà venerdì 26 novembre alle 17 a Palazzo Ducale, organizzato e coordinato dalla Fidapa sezione di Lucca, con le sezioni dell Fidapa BPW della Toscana Litoranea.

L'evento che sarà aperto dalla presidente, Emiliana Martinelli, ha come ospite d'eccezione Rahel Saya, attivista e giornalista afghana che all'alba del 25 agosto 2021 è riuscita a lasciare Kabul e raggiungere l'Italia grazie all'intervento del console Tommaso Claudi e alle forze di sicurezza italiane. Rahel Saya ha ventuno anni, ha studiato Legge e Scienze politiche all'Università di Kabul ed è stata uno dei volti di punta dell'emittente Radio-TV Andisheh.

"Se fossi rimasta forse sarei già morta. Il velo fa parte di me, non lo toglierò mai" – ha raccontato sull'Huffingtonpost Rahel Saya - Quando ero in Afghanistan ho criticato i talebani. Ed è un miracolo che io sia qui, viva, adesso".

Nei suoi servizi, documentari e reportage da diverse zone dell'Afghanistan ha raccontato storie di coraggio di donne e bambine che lottavano per l'affermazione delle loro libertà civili. Ha subito minacce e intimidazioni.

"La Sezione di Lucca, che presiedo per questo biennio 2021-2023, – ha dichiarato Emiliana Martinelli, - sta organizzando una serie di iniziative di  solidarietà tese a sostenere le donne Afgane giunte in Italia e a esprimere la solidarietà che questa tragedia richiede, in linea con il motto della Fidapa che è sempre stato Libertas, e con le sezioni della Toscana litoranea vogliamo denunciare le più grandi violenze".

All'appuntamento di venerdì 26 novembre porteranno la propria testimonianza di Alidad Shiri, giornalista di guerra, esponenti di Fondazione Pangea onlus, organizzazione no profit che dal 2002 lavora per favorire lo sviluppo economico e sociale delle donne, delle loro famiglie e delle comunità, oltre ad alcuni testimoni diretti di questa tragedia, che si sono rifugiate in Italia e anche un intervento con una toccante memoria di Patrizia Fedi Bonciani.

La serata si concluderà con un cortometraggio sul tema dell'emigrazione e dell'integrazione realizzato che realizzato dal registra Amin Wahidi, Premio Città di Venezia.

L'evento è gratuito, per accedere è necessario il green pass. I posti limitati, saranno disponibili in ordine di arrivo fino ad esaurimento.

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