Thomas Mann e Forte dei Marmi. Nel centenario del soggiorno del Premio Nobel tedesco nella nostra città, la Fondazione Villa Bertelli gli dedica un'interessante rassegna di tre appuntamenti, che prenderanno il via venerdì 23 ottobre alle 21.00 con la proiezione del film Morte a Venezia di Luchino Visconti nel Giardino d'Inverno di Villa Bertelli. L'opera cinematografica, tratto dall'omonimo romanzo di Mann, è un'allegoria profonda sulla decadenza, sulla crisi dell'arte e sull'ossessione per la bellezza ideale. Nel film si intrecciano la ricerca della perfezione, l'attrazione per l'irrazionale e la morte, nello specifico, del protagonista che va di pari passo con il declino di Venezia, la città dove è ambientato il libro e il film. Gli altri due eventi saranno la conferenza Casa Borgese -Mann e l'architettura brutalista in Italia a cura dell'architetto Paolo Camaiora, in programma sabato 14 novembre alle 17.00 in cui si racconterà la storia della villa costruita da Giuseppe Antonio Borgese, germanista, critico letterario e drammaturgo, marito di Elisabeth Mann, e una seconda conferenza dello storico dell'arte Davide Pugnana il 2 gennaio, che presenterà la novella Mario e il mago personaggio ispirato allo scrittore per un suo scritto durante il suo soggiorno a Forte dei Marmi. Abbiamo voluto rendere omaggio a Thomas Mann che, insieme ad altri intellettuali tedeschi della Scuola Romana scoprirono Forte dei Mari e la Versilia come luogo di vacanza – ha dichiarato il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci- Hans von Marees, arrivò nel 1891, insieme agli storici dell'arte come Hildebrandt e Fiedler. Nel 1892 giunse lo svizzero Bocklin e più tardi Aldous Huxley, che qui nel 1925 dette vita al suo romanzo satirico Foglie secche. Nel 1926 arrivò Thomas Mann, che successivamente nel 1929 a Monaco scrisse la novella Mario il Mago (titolo originale Mario und der Zauberer), pubblicata nel 1930, tratta da un episodio avvenuto durante la sua vacanza fortemarmina. Questa fu l'unica opera del grande artista interamente dedicata all'Italia e racconta la vacanza a Forte dei Marmi (prima al Grand Hotel e poi all'Hotel Regina), dove assistette ad uno spettacolo di un improvvisato illusionista: Cesare Gabrielli, diventato nel racconto di Mann il Mago Cipolla. Una figura allegorica, che è stata letta come una raffigurazione di Mussolini e delle sue doti di imbonitore delle folle, tant'è che venne bandita e tradotta in italiano solo alla fine della guerra. Mann la riporterà in questo suo racconto, turbato e affascinato dalla capacità dell'uomo di soggiogare il pubblico, annullandone la forza di volontà attraverso l'ipnosi e la retorica coercitiva.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.








