Gran finale per la mostra Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito, esposta dal 27 marzo scorso al Forte Pietro Leopoldo I a Forte dei Marmi. Domenica 1 novembre, giorno ufficiale di chiusura della mostra, sarà possibile prenotare una visita guidata gratuita con la curatrice Nadia Bastogi, storica dell'arte specializzata sulla pittura del Seicento e direttrice scientifica della Fondazione De Vito. Due le opzioni: la prima alle 15.30 e la seconda alle 17.00. L'esposizione, grazie alle opere della Fondazione De Vito, è un omaggio al Seicento partenopeo ed è stata promossa dal Comune di Forte dei Marmi insieme alla Fondazione Villa Bertelli, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell'arte moderna a Napoli.
Per la prima volta un corpus significativo di dipinti della Collezione De Vito è stato presentato in Toscana, dopo il successo ottenuto nei musei francesi Magnin di Digione e Granet di Aix-en-Provence e nel Museo Diocesano di Napoli. Solo un limitato nucleo di opere, infatti, era stato presentato nella mostra Dopo Caravaggio a Prato, che aveva chiuso anticipatamente per la pandemia. L'esposizione al Fortino non ha voluto offrire una panoramica esaustiva del Seicento partenopeo, ma ripercorrere l'evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610, attraverso le opere raccolte da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico. Con la presentazione di 39 dipinti esemplari dei maggiori protagonisti del "secolo d'oro" è stata tracciata una sequenza cronologica dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco, agli altri artisti che, successivamente, si mostrarono pronti a rielaborarne il linguaggio in forme più orientate verso il classicismo e il barocco. Un racconto del Seicento napoletano visto attraverso la lente del collezionista, la cui peculiare figura ha potuto essere approfondita dal visitatore, anche attraverso l'esposizione di documenti inediti e altri materiali. Prenotazione obbligatoria








