Quando Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, approdò a Napoli tra il 1606 e il 1610, non portò solo i suoi dipinti. Portò una rivoluzione. Una luce nuova, violenta e carnale, che cambiò per sempre il modo di guardare e di dipingere. È da quella svolta epocale che prende le mosse la grande mostra presentata stamattina nel Giardino d'Inverno di Villa Bertelli: "Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito". Saranno 39 capolavori del Seicento napoletano in prima assoluta toscana ad animare, dal 27 marzo al 27 settembre 2026, gli spazi rinnovati del Forte Pietro Leopoldo I di Forte dei Marmi.
Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti il Vicesindaco Andrea Mazzoni, l'Assessora alla Cultura Graziella Polacci, il Presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci, il Presidente della Fondazione De Vito Giancarlo Lo Schiavo e la curatrice Nadia Bastogi, storica dell'arte e direttrice scientifica della Fondazione De Vito.
La mostra approda in Versilia dopo il successo ottenuto nei musei francesi Magnin di Digione e Granet di Aix-en-Provence e nel Museo Diocesano di Napoli. Si tratta della prima presentazione significativa in Toscana del corpus di dipinti della Fondazione De Vito — un nucleo limitato era già stato esposto a Prato nel 2019, nella mostra Dopo Caravaggio, chiusa anticipatamente a causa della pandemia. I 39 dipinti compongono un racconto cronologico che dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco arriva agli artisti che seppero poi rielaborarne il linguaggio verso il classicismo e il barocco. In mostra opere di Battistello Caracciolo, Jusepe de Ribera, Bernardo Cavallino, Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Mattia Preti, Luca Giordano e molti altri maestri del Seicento partenopeo.
Dietro questa straordinaria raccolta c'è la figura di Giuseppe De Vito (Portici, 1924 – Firenze, 2015), ingegnere, imprenditore e studioso che, a partire dagli anni Settanta del Novecento, dedicò la propria vita alla riscoperta e alla valorizzazione della pittura napoletana del Seicento. De Vito assemblò una collezione unica nel suo genere, caratterizzata da una spiccata predilezione per la corrente naturalista, dalla qualità delle scelte e dal rigore scientifico. La collezione è oggi conservata nella villa di Olmo, presso Vaglia (Firenze), sede della Fondazione che porta il suo nome e quello della moglie Margaret, da lui istituita nel 2011.
Il percorso espositivo, progettato dall'architetto Marco Francesconi, si sviluppa cronologicamente in quattro sezioni tematiche. La prima documenta l'influenza diretta di Caravaggio e l'affermarsi del naturalismo, con la determinante presenza dal 1616 dello spagnolo Jusepe de Ribera. La seconda, con un gruppo di grandi tele degli anni Trenta-Cinquanta del Seicento, restituisce la vivacità e la molteplicità della scena artistica napoletana del tempo. La terza è dedicata interamente alla natura morta, genere in cui Napoli sviluppò una vera e propria scuola di rilevanza europea. La quarta sezione documenta infine il passaggio verso il barocco, segnato dall'arrivo di Mattia Preti nel 1653 e dall'affermazione di Luca Giordano. Uno spazio sarà inoltre dedicato alla figura di collezionista e studioso di De Vito, con documenti e materiali in gran parte inediti.
La presentazione di questa mostra nel contesto della Lucchesia non è casuale: il territorio offre testimonianze significative di pittura seicentesca di matrice caravaggesca, a partire dalle opere di Pietro Paolini, Simone del Tintore, Pietro Ricchi e Girolamo Scaglia. Un ricco programma di iniziative collaterali accompagnerà l'esposizione, favorendo la scoperta e il confronto tra le tradizioni pittoriche locali e quella napoletana.
La mostra è patrocinata dal Ministero della Cultura, dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara. In occasione dell'evento sarà pubblicato un catalogo (Pacini Fazzi, 2026). In apertura, il Vicesindaco Mazzoni ha sottolineato come questa mostra rappresenti per Forte dei Marmi un segnale chiaro: la Versilia non è solo mare e mondanità, ma può e vuole essere anche un polo culturale di livello nazionale e internazionale.
Per informazioni, orari e biglietti: Tel. +39 0584 787251 – +39 0584 280292 | www.villabertelli.it
Carmen Federico








