"Pre-scuola: tra le parole e i fatti c'è un'inaccettabile contraddizione", commentano i consiglieri del Comune di Massarosa Pietro Bertolaccini, Marzia Lucchesi, Nicola Morelli, Pietro Cima, Michela Dell'Innocenti.
"Nel corso del Consiglio Comunale abbiamo evidenziato quella che riteniamo essere una evidente contraddizione politica contenuta nel bando per il servizio di pre-scuola 2026/2027". scrivono in un comunicato i consiglieri che proseguono: "Da una parte l'Amministrazione afferma che il servizio rappresenta uno strumento di sostegno alle famiglie, che risponde a esigenze sociali particolarmente avvertite e che favorisce la conciliazione tra tempi di lavoro e vita familiare. Una premessa che condividiamo pienamente e che riconosce una realtà sotto gli occhi di tutti: oggi molte famiglie, soprattutto quelle in cui entrambi i genitori lavorano o quelle monogenitoriali, hanno bisogno di servizi che consentano di organizzare la quotidianità e mantenere l'accesso al lavoro.
Dall'altra parte, però, alle dichiarazioni non seguono i fatti.
Se davvero il pre-scuola è considerato un servizio di rilevante valore sociale, come si può giustificare la scelta di non destinare neppure un euro di risorse comunali al suo finanziamento?
Questa è la domanda politica a cui l'Amministrazione dovrebbe rispondere.
Nel bando si riconosce l'importanza sociale del servizio, ma contemporaneamente si decide di scaricarne integralmente il costo sulle famiglie. Non esiste alcuna compartecipazione comunale. Non esistono agevolazioni legate all'ISEE. Non esistono forme di sostegno per i nuclei con più figli. Il Comune si limita a organizzare il servizio e a chiedere ai cittadini di pagarne interamente il costo.
È una contraddizione evidente: si definisce il pre-scuola una misura di sostegno alle famiglie, ma poi non si investe alcuna risorsa pubblica per sostenerlo.
Se un servizio ha realmente una funzione sociale, allora è compito dell'ente pubblico contribuire, almeno in parte, alla sua copertura economica. Diversamente si rischia di trasformare un intervento che dovrebbe aiutare le famiglie in un semplice servizio a domanda individuale interamente a carico degli utenti.
È questa incoerenza tra ciò che si afferma e ciò che si fa che abbiamo voluto denunciare in Consiglio Comunale.
Le politiche familiari non si misurano dalle premesse dei bandi o dai comunicati istituzionali. Si misurano dalle scelte di bilancio. E la scelta compiuta in questo caso è chiara: riconoscere a parole il valore sociale del pre-scuola, ma lasciare che siano esclusivamente le famiglie a sostenerne il costo.
Per questo chiediamo all'Amministrazione di rivedere il bando, prevedendo una compartecipazione economica del Comune e introducendo criteri di maggiore equità sociale attraverso agevolazioni commisurate alla situazione economica delle famiglie.
Perché un servizio definito "sociale" non può essere sostenuto soltanto a parole", concludono i consiglieri comunali Pietro Bertolaccini, Marzia Lucchesi, Nicola Morelli, Pietro Cima e Michela Dell'Innocenti.








