"Ad aprile la sindaca Simona Barsotti fissava il calendario: collaudo entro giugno, consegna dell’impianto a luglio e «da settembre la ripresa dell’attività sportiva». Oggi, con oltre 500 preiscrizioni già raccolte, è il suo stesso assessore ai Lavori pubblici, Stefano Castelli, a gelare le attese: alla domanda su una data certa di riapertura della piscina comunale “Giovanni Frati” risponde «No, purtroppo», aggiungendo che «una data certa di inizio per ora non è mai stata data» e che restano ancora «tutti i problemi burocratici»". A sollevare il caso sono i consiglieri comunali di opposizione Pietro Bertolaccini, Pietro Cima, Nicola Morelli e Marzia Lucchesi. "Settembre, poi fine settembre, poi inizio ottobre, ora le prime settimane di ottobre", dichiarano. "Delle due l’una: o gli annunci della Sindaca non avevano basi tecniche, o l’assessore non sa cosa è stato comunicato ai cittadini. In entrambi i casi, chi si è preiscritto ha il diritto di sapere a chi credere".
"Quattro milioni di fondi statali. Il progetto di rigenerazione della piscina (CUP C78E22000040006) è finanziato dal PNRR – Missione 5, Componente 2, Investimento 3.1 “Sport e inclusione sociale” – con 3.762.422,13 euro, senza alcun cofinanziamento comunale nel quadro originario. A questi si sono aggiunti 376.242,21 euro dal Fondo per l’avvio delle opere indifferibili (FOI): in totale 4.138.664,34 euro di risorse statali.
Gli impianti rimasti fuori. Eppure, secondo quanto dichiarato dallo stesso Castelli, centrale termica, centrale elettrica, pompe, adeguamento dell’impianto elettrico e rubinetteria sono lavori non previsti dal Pnrr, oggi a carico delle casse comunali. La misura PNRR prevede espressamente la “rigenerazione delle strutture sportive da conseguire attraverso la qualificazione e l’efficientamento energetico degli impianti già esistenti" ricordano i consiglieri. "Come si rigenera e si rende più efficiente una piscina lasciando fuori proprio gli impianti che producono il calore e consumano l’energia? Non mettiamo in discussione il lavoro dell’impresa, che esegue quanto previsto da progetto e contratto. La domanda è per l’Amministrazione: chi ha deciso di escludere queste opere, e perché?".
"600mila o 280mila euro? C’è poi il nodo dei costi. L’assessore parla di 600.000 euro di risorse comunali; dai documenti di bilancio esaminati dall’opposizione ne risultano circa 280.000. Una differenza di 320.000 euro non è un dettaglio. Se la cifra giusta è 600.000 euro, l’Amministrazione indichi atti, capitoli e interventi; se è 280.000, l’assessore corregga il dato. In ogni caso sono soldi dei cittadini che avrebbero potuto finanziare servizi essenziali, come il prescuola o le esenzioni TARI e IMU".
I consiglieri di opposizione chiedono "che venga reso pubblico un quadro semplice e verificabile:
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3.762.422,13 euro di PNRR;
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376.242,21 euro di FOI;
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risorse proprie del Comune stanziate, impegnate e pagate;
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l’elenco delle opere finanziate con ciascuna fonte.
Se risulterà che opere indispensabili sono state escluse da un progetto interamente finanziato dallo Stato e poi pagate con le risorse dei cittadini», annunciano, valuteremo di sottoporre la vicenda alla Corte dei conti, perché verifichi se vi siano profili di danno per le casse comunali".
"Sul fronte degli utenti, il Comune ha assicurato che quote e abbonamenti saranno pagati solo dal mese di effettiva apertura. È il minimo", concludono i consiglieri. "Ma le famiglie che si sono organizzate sulle date annunciate meritano rispetto, non l’ennesimo rinvio. Massarosa non ha bisogno di altri annunci: servono una data certa, atti, cifre e una rendicontazione precisa".








