I consiglieri comunali di Massarosa Marzia Lucchesi, Pietro Bertolaccini, Nicola Morelli e Pietro Cima: «Si toglie il ritiro del verde e si spostano soldi dal bilancio comunale per tenere ferma la bolletta fino al voto del 2027. Poi il conto torna sulle famiglie».
"Da novembre alla fine di marzo 2027 - si legge nella nota dei consiglieri d'opposizione - ERSU non ritirerà più sfalci e potature davanti alle case: chi ha un giardino, un orto o una siepe dovrà caricare erba e rami in macchina e portarli da solo ai centri di raccolta di Massarosa o di Piano di Mommio. La decisione è stata presa insieme all’Amministrazione comunale, ma nessuno ha spiegato ai cittadini perché. Sui social e nelle conversazioni di tutti i giorni il malcontento è forte".
"Abbiamo letto le carte", spiegano i consiglieri. "Nel Piano economico finanziario della TARI, approvato a giugno 2026, ERSU rinuncia a farsi pagare una cifra che per il 2026 ammonta a 25.000 euro, relativa ai mesi di novembre e dicembre, e che corrisponde esattamente al ritiro del verde d’inverno; lo stesso vale per il triennio 2027-2029 (62.500 euro l’anno). Chiederemo a ERSU e alla Giunta di confermarlo".
"Il risparmio per una famiglia è quasi nullo: il prezzo di un caffè ogni qualche mese. Si chiede a migliaia di famiglie di riempire il bagagliaio di rami per risparmiare pochi spiccioli. E chi è anziano, chi vive da solo, chi non ha la macchina come fa? Il rischio è che il verde finisca abbandonato ai bordi delle strade o bruciato nei giardini, e ripulire costerà a tutti più di quanto si risparmia. Se d’inverno c’è meno verde, bastava passare meno spesso, non cancellare il servizio".
"Ma il punto vero è un altro: le elezioni comunali del 2027. Secondo lo stesso Piano economico finanziario della TARI approvato a giugno 2026, proprio nel 2027 il servizio rifiuti costerà di più e la TARI avrebbe dovuto aumentare di circa il 5%. Resterà invece quasi ferma grazie al taglio del verde, ad alcuni costi a cui il gestore rinuncia e, soprattutto, a una somma importante che il Comune paga con il proprio bilancio. Guardando le carte, l’unico motivo che vediamo per concentrare tutto su quell’anno sono le elezioni", affermano i consiglieri. "È un artificio contabile, perché di questo si tratta: una parte della spesa passa dalla bolletta al bilancio comunale, cioè da una tasca all’altra dei cittadini, e viene concentrata proprio sul 2027. L’unico risparmio vero si ottiene togliendo un servizio".
"Quella somma serve a coprire la parte di TARI che il Comune prevede di non riuscire a incassare, una quota che negli ultimi anni è cresciuta e che normalmente viene ripartita sulle bollette di tutti. Sembra un regalo, ma la cassa comunale è fatta con i soldi di tutti: quei soldi vengono tolti a strade, scuole e servizi. Il problema della riscossione resta tutto da affrontare, e chi paga regolarmente non risparmia nulla: anzi, perde un servizio", osservano i consiglieri. "E guarda caso, già dal 2028, a elezioni passate, questo aiuto si riduce e il peso torna sulle famiglie. Una bolletta tenuta ferma fino al voto, nessun vantaggio economico vero per i cittadini e i conti rimandati a dopo: i cittadini possono trarre da soli le loro conclusioni".
I consiglieri chiederanno "di ripristinare almeno un ritiro al mese anche d’inverno, o un servizio su prenotazione per anziani e persone in difficoltà, che costerebbe molto meno di quanto si dice di risparmiare".
"Massarosa fa la raccolta differenziata all’85,6%, tra i risultati migliori della Toscana", concludono. "È merito dei cittadini, che ogni giorno separano i rifiuti con cura. Il loro malcontento è giustificato: meritano più servizi e più trasparenza, non tagli nascosti nei conti".








