«Il PNRR ha rappresentato un'importante opportunità per Massarosa e nessuno mette in discussione l'importanza di aver ottenuto questo finanziamento. Proprio per questo, però, riteniamo necessario fare chiarezza su come l'intervento sia stato progettato e realizzato».A dirlo sono i consiglieri comunali di opposizione Pietro Bertolaccini, Marzia Lucchesi, Pietro Cima e Nicola Morelli.«Dai dati forniti dagli uffici comunali emerge che nel periodo 2024-2026 risultano già sostenuti 522.150,23 euro con risorse proprie del Comune. Oltre mezzo milione di euro che si aggiunge al finanziamento PNRR e che rappresenta quindi una cifra importante per le casse comunal. Per questo – proseguono i consiglieri – riteniamo riduttivo dire semplicemente che la variante che ha allungato notevolmente i tempi di apertura dell’impianto ,non abbia avuto un costo per il Comune. Una cosa è il mantenimento del quadro economico del finanziamento PNRR, altra cosa è l'utilizzo di risorse comunali per affrontare ulteriori esigenze emerse durante l'intervento».
Un primo elemento che merita attenzione riguarda proprio i tempi. «Già nel luglio 2024, nelle prime fasi dei lavori e mentre si operava sul piano vasca, sono emerse problematiche che hanno successivamente portato alla necessità di modificare il progetto».
«È evidente che in un'opera possono emergere imprevisti. Ma quando si interviene su un impianto di questa importanza, dopo una lunga fase di progettazione, è legittimo chiedersi se tutte le condizioni fossero state valutate con sufficiente approfondimento prima dell'apertura del cantiere».
«Non diciamo che ogni modifica in corso d'opera sia necessariamente indice di un errore. Tuttavia la sequenza dei fatti – lavori appena iniziati, nuove criticità, variante e conseguente allungamento dei tempi – pone una domanda sulla completezza delle valutazioni progettuali iniziali. Una progettazione più approfondita avrebbe potuto evitare almeno una parte delle modifiche successive, dei rallentamenti e dei conseguenti costi diretti e indiretti».
E proprio sui costi, secondo i consiglieri, è necessario guardare oltre il semplice importo della variante.
«Ci sono anche i costi indiretti: ulteriori attività progettuali, procedure, verifiche, rimodulazioni e, soprattutto, il protrarsi della chiusura della piscina. Anche questo rappresenta un costo per la collettività».
Un esempio è il tetto degli spogliatoi maschili e femminili, stimato in circa 120mila euro, rimasto fuori dal progetto PNRR.
«Non sosteniamo che ogni intervento debba necessariamente essere finanziato dal PNRR, ma è legittimo chiedersi perché un'opera di questa importanza non fosse stata considerata nella progettazione complessiva, soprattutto se necessaria per la piena funzionalità dell'impianto».C'è poi la questione delle rinunce intervenute nel quadro economico. «La voce relativa agli arredi è passata da 167mila euro a 38.430 euro, con una riduzione di 128.570 euro. Vogliamo capire quali arredi e attrezzature siano stati eliminati, a cosa servissero e se dovranno essere successivamente acquistati con altre risorse comunali.Sono state inoltre stralciate alcune migliorie offerte dalla ditta aggiudicataria. Anche in questo caso riteniamo doveroso sapere quali fossero, quale fosse il loro valore e perché si sia deciso di rinunciarvi. Speriamo che la Piscina riapra quanto prima . Vogliamo che Massarosa possa tornare ad avere un impianto moderno e pienamente funzionante. Proprio per questo – concludono Bertolaccini, Lucchesi, Cima e Morelli – chiediamo chiarezza.Oltre 522mila euro di risorse comunali, una variante intervenuta nelle prime fasi dei lavori, opere rimaste fuori dal progetto, riduzioni delle dotazioni e un significativo allungamento dei tempi sono elementi che meritano di essere spiegati. I cittadini hanno diritto di sapere non soltanto quanto è stato finanziato, ma quanto è costato realmente il percorso per arrivare alla riapertura e perché si sia arrivati a questo punto».








