«Oltre 200mila euro di interventi per la manutenzione degli edifici scolastici vengono presentati dall’amministrazione comunale come un importante risultato. Nessuno, da parte nostra, mette in discussione la necessità di intervenire sulle scuole. Ma riteniamo doveroso riportare la discussione sul terreno della realtà. La manutenzione degli edifici scolastici di proprietà comunale – scrivono nel comunicato i consiglieri di opposizione Nicola Morelli, Pietro Bertolaccini, Pietro Cima e Marzia Lucchesi – non è un regalo alle famiglie e non può essere presentata come un risultato straordinario: è uno dei compiti fondamentali dell’amministrazione comunale».
Il punto, secondo i consiglieri, è soprattutto quello della programmazione.
«Una buona amministrazione dovrebbe conoscere costantemente lo stato dei propri edifici, individuare per tempo le criticità, programmare gli interventi necessari e prevedere nel bilancio di previsione le risorse per la manutenzione ordinaria e per gli interventi prevedibili. È proprio questa la funzione della programmazione finanziaria: non aspettare che il problema diventi emergenza per poi cercare le risorse».
«È chiaro – proseguono – che durante l’anno possano emergere esigenze impreviste e che in quei casi si debba intervenire. Ma quando parliamo di edifici scolastici utilizzati quotidianamente da bambini e ragazzi, non può diventare la regola intervenire solo quando la criticità è ormai evidente e poi comunicare lo stanziamento delle risorse come un grande successo amministrativo».
Ed è qui che, secondo l’opposizione «emerge la contraddizione più evidente. Mentre si annunciano oltre 200mila euro di lavori, la scuola di Stiava è chiusa per problemi di staticità strutturale e alla scuola elementare Manzoni di Massarosa il secondo e il terzo piano sono completamente chiusi per problematiche strutturali. Questa è la realtà con cui devono confrontarsi le famiglie».
Problemi che, ricordano i quattro consiglieri, non vengono sollevati oggi per la prima volta.
«Come opposizione abbiamo portato queste criticità all’attenzione dell’amministrazione più volte nel corso degli ultimi cinque anni. Abbiamo chiesto controlli, attenzione, programmazione e interventi preventivi. Oggi ci troviamo invece ancora a parlare di scuole chiuse o di spazi scolastici non utilizzabili».
Per Morelli, Bertolaccini, Cima e Lucchesi, quindi, il tema non è certamente quello di contestare la spesa.
«È giusto spendere per le scuole. Quello che contestiamo è trasformare un obbligo amministrativo in un merito politico, mentre restano aperti problemi strutturali importanti. Se una scuola è di proprietà comunale, mantenerla efficiente e sicura non è un risultato eccezionale: è ciò che i cittadini si aspettano, e hanno il diritto di aspettarsi».
«La vera domanda – aggiungono – è allora un’altra: perché non si programma per tempo la manutenzione degli edifici scolastici, inserendo nei bilanci le risorse necessarie sulla base delle criticità conosciute, invece di intervenire prevalentemente quando l’emergenza è già arrivata?»
«Le famiglie – concludono i consiglieri – non hanno bisogno di slogan. Hanno bisogno di sapere in quali condizioni si trovano gli edifici scolastici dei propri figli, quali criticità sono state individuate, quali interventi devono essere realizzati, quanto costano, con quali risorse e soprattutto con quali tempi saranno conclusi».
«La manutenzione non si celebra: si programma. La sicurezza non si comunica: si garantisce».








