"C’è una ragione fondamentale per chiedere all’Amministrazione comunale di Pietrasanta di ripensare il trasferimento della Biblioteca “Giosuè Carducci” dall’ex convento di Sant’Agostino all’ex municipio di piazza Matteotti: si chiama Storia. Non una storia astratta, ma quella viva della nostra città e di una stagione amministrativa che ha lasciato a Pietrasanta alcune delle sue eredità culturali più preziose", scrive Mirko Tomagnini, Presidente Associazione Culturale “Rolando Cecchi Pandolfini”.
"La Biblioteca Carducci — fondata nel 1877 — nel 1983 trovò la sua dimora naturale nell’ex convento di Sant’Agostino, recuperato e restituito alla collettività grazie alla visione del sindaco Rolando Cecchi Pandolfini. Non fu una sistemazione casuale, ma una precisa scelta culturale: trasformare un edificio storico in un bene comune dove arte, lettura e memoria potessero integrarsi.
Oggi l’ex convento, il chiostro, la biblioteca, il Museo dei Bozzetti e le sale espositive costituiscono un unico sistema culturale integrato, riconosciuto da residenti e visitatori. Separare la biblioteca da questo contesto non significa solo spostare libri ed uffici: significa spezzare l'equilibrio di un luogo simbolo, cresciuto e consolidatosi nell'arco di oltre quarant'anni.
La vicinanza tra la Biblioteca e il Museo dei Bozzetti — nato nel 1984 per documentare l'eccellenza della scultura pietrasantina — non è un limite da risolvere, ma un valore unico da custodire e rilanciare.
Comprendiamo le ragioni espresse dal Comune: l'ex municipio di piazza Matteotti sarà riqualificato e offrirà spazi moderni e accessibili. Obiettivi senza dubbio condivisibili. Ma la vera domanda è un'altra: siamo certi che per avere una biblioteca migliore sia necessario abbandonare Sant’Agostino?
Accessibilità, efficienza energetica e qualità degli spazi non sono sinonimo di trasferimento. Lo dimostrano i lavori di adeguamento da oltre 400mila euro già annunciati dallo stesso Comune per l’abbattimento delle barriere fisiche e cognitive a Sant’Agostino. Questo conferma che il complesso attuale può essere modernizzato.
Come Associazione Culturale intitolata a Rolando Cecchi Pandolfini, non difendiamo questa sede per semplice nostalgia, ma perché condividiamo l'idea che il patrimonio culturale sia un investimento per la comunità, non un costo da ottimizzare.
Non siamo contrari a investire sulla biblioteca. Siamo contrari all'idea che l'unico modo per farlo sia sradicarla da Sant'Agostino. La vera sfida — più complessa, ma immensamente più ambiziosa — è dimostrare che un edificio storico può diventare moderno, accessibile, efficiente e a misura di XXI secolo, migliorando i servizi per giovani e studiosi e valorizzando il legame con il chiostro e i musei.
Prima di assumere decisioni irreversibili, chiediamo all’Amministrazione comunale di fermarsi e aprire un confronto pubblico con la cittadinanza, gli operatori culturali e i frequentatori della biblioteca.
Valorizzare l'ex municipio e potenziare il Museo dei Bozzetti sono obiettivi legittimi, ma non occorre smontare un’identità culturale per raggiungerli. Conservare il patrimonio di Pietrasanta non significa solo restaurare le pietre, ma tutelare le scelte culturali che a quelle pietre hanno dato un'anima".
Mirko Tomagnini presidente Associazione Culturale Rolando Cecchi Pandolfini: "La biblioteca resti a Sant’Agostino: non cancelliamo l’identità culturale di Pietrasanta"
Scritto da Redazione
Pietrasanta
26 Ottobre 2026
Visite: 55








