Il 10 aprile apre alle ore 18 al battistero di Pietrasanta la mostra diffusa " tracce sospese" a cura di Giorgia Munaron, che vedrà coinvolti cinque artisti under 35 attivi in Toscana con le loro opere presso il battistero, l'hotel Paradis Pietrasanta e la galleria d'arte Barbara Paci. Il progetto è stato realizzato dall'associazione CantiereNove.
Il progetto nasce nell'ambito di Toscana incontemporanea 2025 e si sviluppa a partire da un periodo di residenza e ricerca condivisa sul territorio di Pietrasanta.
Gli artisti under 35, che sono stati invitati a confrontarsi con questo contesto e con la sua forte identità storico-artistica, dando vita a un percorso espositivo articolato in più sedi della città sono: Flavia Bucci, Simone Cariota, Anna Multone, Francesca Rossello e Ilenia Tozzo.
Il progetto "tracce sospese" si configura come un'indagine sul concetto di traccia intesa non come segno stabile o memoria fissata, ma come elemento in trasformazione, instabile e aperto. Le opere non cercano di restituire una rappresentazione diretta del territorio, ma di attraversarlo, lasciando emergere tensioni, stratificazioni e contraddizioni.
Attraverso linguaggi differenti (scultura, installazione, pittura e performance) il progetto mette in relazione pratiche artistiche che lavorano su processi lenti, spesso invisibili, legati al tempo, alla materia e alla percezione.
Le opere si muovono tra interno ed esterno, presenza e dissolvenza, costruzione e perdita: forme chiuse che trattengono, superfici attraversate da crescite organiche, strutture leggere che dialogano con la luce, immagini che si stratificano e si trasformano, azioni performative che coinvolgono lo spazio e il pubblico.
Attraverso un dialogo tra scultura, installazione, pittura e performance, "tracce sospese" mette in rete pratiche artistiche accomunate da una ricerca sulla materia e sulla percezione.
La dimensione temporale è centrale: un tempo non lineare, non produttivo, che si dilata e si deposita nelle opere. Allo stesso modo, il territorio agisce come una presenza costante, non rappresentata ma sottesa, capace di influenzare materiali, forme e processi.
La mostra si sviluppa come un percorso diffuso, invitando il pubblico a muoversi tra diversi luoghi e a costruire un'esperienza frammentata, fatta di attraversamenti e soste. In questo contesto, lo spettatore non è solo osservatore, ma parte attiva: il suo corpo, il suo sguardo, il suo tempo diventano elementi che contribuiscono alla costruzione dell'esperienza.








