In un mese il maltempo ha buttato giù alberi due volte, e la Giunta Grilli ha risposto con una parola sola, sicurezza. Noi non ci incateniamo a nessun albero. Chiediamo valutazioni serie prima di ogni abbattimento, e per questo abbiamo letto le carte dei cantieri. La cittadinanza deve sapere cosa c'è scritto. Al sottopasso di via San Francesco avevamo fotografato tubi, ferri e container a ridosso dei pini, e il 9 settembre abbiamo diffidato il Comune. La risposta dei tecnici è stata protocollata il 16 settembre e ci dà ragione. I materiali erano stati "accidentalmente depositati nei pressi dei fusti" e vanno tolti. Le "protezioni provvisorie" ai tronchi arrivano adesso. Ne diamo atto. La volontà di rimediare c'è, e lavorare in un altro modo si può. Ma è servita una diffida. La stessa lettera dice anche che a fianco di un tronco c'è una soletta di cemento armato, provvisoria, messa lì per i macchinari, e che il controllo sui pini è stato una "verifica sommaria" dei tronchi. Di agronomi non si parla, e sullo stato delle radici non c'è una parola. Eppure è lì che un cantiere fa male a un albero, e quel danno non si vede oggi. Si vede tra anni, quando il cantiere è chiuso e nessuno sa più dire perché quel pino sta seccando. In via Maroncelli gli oleandri stanno lì da una cinquantina d'anni e sono la faccia della strada. Erano 29, più una magnolia. L'8 settembre la stima dei lavori li teneva tutti, con le aiuole nuove a preventivo per 5.837 euro su 319 mila. Il 23 settembre il direttore dei lavori chiede di valutare "una sostituzione in toto delle piante", o almeno di quelle che i lavori renderanno instabili. L'agronomo incaricato da Mover, Michele Vernaccini, li definisce in condizioni "pessime", tra ferite di potatura mai rimarginate e posti vuoti mai riempiti. Prima si lascia andare un filare per anni, poi lo si toglie perché è andato. Il 6 ottobre chiediamo gli atti. Il 7 il Comune risponde, e nelle carte non c'è nessuna decisione, solo quella richiesta di valutare. Venerdì 9 gli alberi tra via Leopardi e via Gioberti sono già tagliati. Come mai così in fretta, subito dopo il nostro accesso agli atti? Chi ha dato l'ordine, e con quale atto? A luglio in via Puccini era toccato a cinque pini davanti alla scuola Pascoli, tagliati alle cinque di mattina. Stesso committente, Mover, e stesso agronomo. La sua nota su via Maroncelli è la numero
Chiederemo le altre undici.
In quattro mesi di Giunta Grilli la strada scelta è stata questa. Tagliare si fa in una mattina e non dà più pensieri. Curare è più faticoso e non si inaugura. Ma un albero adulto non si ricompra, e per riavere l'ombra di quello che si toglie oggi servono decenni. Al sindaco Grilli, che ha tenuto per sé la delega alle partecipate, e al vicesindaco Francesconi, che ha insieme il verde e i lavori pubblici, chiediamo quattro cose. Un agronomo che controlli adesso i pini del sottopasso, radici comprese, e che torni ogni anno anche a lavori finiti. Lo stop ai tagli in via Maroncelli finché non c'è una valutazione seria, cioè scritta, pubblica e pianta per pianta. Le protezioni agli alberi dal primo giorno di ogni cantiere, e non dopo una diffida. L'elenco degli incarichi agronomici di Comune e Mover degli ultimi cinque anni.Chi abita a Viareggio ha il diritto di sapere chi decide dei suoi alberi, e come.








