"L'assestamento di bilancio approvato oggi (giovedì 30 luglio ndr) apre interrogativi molto seri sulla nuova piscina comunale di Viareggio". Si apre così il comunicato rilasciato dal PD Viareggio insieme alla coalizione di centrosinistra per Viareggio composta da Fermi mai, AVS, Spazio progressista, Rinnovamenti e M5S.
"Fino a poche settimane fa - prosegue il testo - il quadro economico ufficiale dell'intervento era pari a 10 milioni di euro. Oggi, invece, il Consiglio comunale è chiamato a prendere atto della necessità di accendere un ulteriore mutuo da 3 milioni di euro per il completamento dell'opera.
Il punto è che, allo stato degli atti, non esiste un documento che spieghi nel dettaglio da dove nasca questo ulteriore fabbisogno. In aula si è parlato genericamente di "extra costi", ma ad oggi non ci è stato consegnato alcun atto tecnico che li quantifichi, li motivi e chiarisca quando siano stati accertati.
C'è poi un secondo elemento di forte preoccupazione.
Il Comune stesso ci ha comunicato, rispondendo al nostro accesso agli atti, che il finanziamento PNRR resta confermato a condizione che l'opera sia ultimata entro il 31 agosto, termine già prorogato due volte. Mancano ormai pochi giorni a quella scadenza e il Consiglio non ha ancora un quadro chiaro sullo stato effettivo dei lavori, né sulla reale possibilità di rispettare i tempi previsti, né un oggettiva certezza che quei 2,5mln non siano persi.
Per questo oggi restano aperte tre domande fondamentali:
quanto costerà realmente la nuova piscina una volta completata e pienamente funzionante;
quando sarà effettivamente conclusa e aperta alla città;
quali sono le ragioni che rendono oggi necessario un ulteriore mutuo da 3 milioni di euro.
Su questi aspetti continueremo a chiedere piena trasparenza attraverso un nuovo accesso agli atti.
C'è infine una considerazione politica che non possiamo non ricordare.
Già nel 2022 avevamo evidenziato il rischio che la realizzazione della nuova piscina comportasse un significativo incremento dei costi, chiedendo all'Amministrazione di valutare con maggiore attenzione anche l'ipotesi di recuperare l'impianto esistente.
Quelle osservazioni furono liquidate come infondate.
Oggi, di fronte a un'opera che richiede un ulteriore indebitamento di 3 milioni di euro e il cui costo finale non è ancora chiaramente definito, riteniamo che quelle preoccupazioni meritino almeno una risposta nel merito.
La città ha diritto di conoscere la verità sui costi, sui tempi e sulle risorse pubbliche impegnate. Non bastano spiegazioni verbali: servono documenti, numeri e trasparenza".