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Scritto da Redazione
A. Versilia
27 Agosto 2026

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Il primo cittadino di Stazzema e presidente del Parco nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema ha ricevuto il Premio Internazionale "Cassino Città per la Pace". Un riconoscimento e un monito: "Non abbassiamo la guardia di fronte a parole ed ideologie che pensavamo appartenessero al passato"

Il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, presidente del Parco nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema , sito istituito con legge del Parlamento italiano nel 2000 e insignito dal 2024 del Marchio del Patrimonio Europeo,  è stato insignito della terza edizione del Premio Internazionale "Cassino Città per la Pace".

Il riconoscimento è promosso dall'omonima associazione, presieduta da Nino Rossi, e viene assegnato a personalità e figure che si sono distinte nella diffusione dei valori di concordia e fratellanza tra i popoli. Il premio, istituito nel 2019 e a cadenza biennale, nasce con l'obiettivo di riaffermare il ruolo attribuito alla città di Cassino dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1987 quale "messaggera di pace nel mondo", dopo essere stata quasi interamente distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e aver meritato per questo l'appellativo di "Città Martire per la Pace" e la Medaglia d'oro al Valor Militare. Nelle precedenti edizioni il riconoscimento è stato conferito, tra gli altri, a personalità internazionali impegnate sul fronte dei diritti civili e della gestione dei conflitti, oltre che a figure legate al territorio e alla memoria storica della città.

Le parole del sindaco Maurizio Verona

«Sono profondamente onorato di ricevere il premio della terza edizione di 'Cassino Città della Pace', un riconoscimento che oggi, più che mai, assume per me un valore inestimabile - ha dichiarato il sindaco di Stazzema Maurizio Verona -. Riceverlo proprio a Cassino, una città che porta nella propria memoria le ferite profonde della guerra e della distruzione, rende questo premio ancora più significativo. La pace non è semplicemente l'assenza della guerra: è la costruzione quotidiana di una società fondata sulla libertà, sulla dignità della persona, sull'uguaglianza, sul rispetto reciproco e sulla democrazia».

Nel suo intervento il sindaco ha voluto lanciare un appello alla vigilanza democratica: «Fa riflettere, e in alcuni momenti deve anche preoccuparci, il fatto che in Italia, un Paese che meno di un secolo fa ha conosciuto la dittatura fascista, esistano ancora settori della società attratti da ideologie che pensavamo appartenessero definitivamente al passato. Il fascismo non è stato soltanto una diversa idea politica: è stata una dittatura criminale, che ha cancellato libertà fondamentali, perseguitato gli oppositori, introdotto le leggi razziali e partecipato a una stagione di violenze e crimini contro l'umanità. Le stragi di civili, come quella di Sant'Anna di Stazzema, sono ferite della nostra storia che non possiamo permetterci di dimenticare».

Verona ha inoltre espresso preoccupazione per il consenso raccolto da alcune proposte politiche che utilizzano termini come "remigrazione" e "rastrellamento", così come per la messa in discussione di diritti come l'autodeterminazione delle donne e l'interruzione volontaria di gravidanza, e per le proposte di attribuire un peso diverso al voto dei cittadini in base al numero dei figli. «Su questi temi non credo sia sufficiente indignarsi. Occorre discutere, informarsi, ricordare e soprattutto difendere con determinazione i principi della nostra Costituzione, che non è un semplice insieme di norme, ma il risultato della tragedia della dittatura, della guerra e della Resistenza. La democrazia non è qualcosa che ci viene garantito per sempre – ha proseguito –. È una conquista fragile, che può essere erosa lentamente quando ci abituiamo alle parole dell'odio, alla discriminazione, alla delegittimazione dell'altro e all'idea che alcuni cittadini possano avere meno diritti di altri».

Il sindaco ha infine sottolineato il significato che attribuisce al riconoscimento ricevuto: «Il premio 'Cassino Città della Pace' lo considero quindi non soltanto un riconoscimento personale, ma una responsabilità. Una responsabilità a continuare a credere nei valori della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza e della solidarietà. Sta a noi custodirla. Sta a noi difenderla. Sta a noi impedire che le parole che hanno accompagnato le pagine più buie della nostra storia tornino a diventare normalità. Perché la pace, la democrazia e la libertà non sono valori del passato: sono il nostro impegno per il futuro».

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