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Scritto da Redazione
A. Versilia
28 Settembre 2026

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Si è svolto ieri, domenica 27 settembre, al Ristorante Raffaello di Levigliani, il pranzo per i trent'anni della Pubblica Assistenza di Stazzema, con la consegna di targhe commemorative ai familiari dei soci fondatori. Un traguardo importante e motivo di orgoglio per tutto il territorio. Alla giornata hanno partecipato il vicesindaco Alessandro Pelagatti, anche consigliere della Pubblica Assistenza, il presidente di Anpas Regione Toscana Dimitri Bettini, la presidente della Pubblica Assistenza di Stazzema Elisabetta Belloni, volontari e rappresentanti dell'associazione, insieme ai familiari dei fondatori.

Sono stati ricordati i soci fondatori: Egidio Pelagatti; Paolo Conti; Agostino Bresciani; Raimondo Bertellotti; Ulisse Barsanti; Trento Pierotti; Roberto Verona; Maurizio Maratelli.

Il vicesindaco Alessandro Pelagatti ha dichiarato: «Se c'è un verbo che descrive meglio di ogni altro la Pubblica Assistenza, quel verbo è scegliere. Scegliere di esserci. Scegliere di dedicare il proprio tempo agli altri. Scegliere di aiutare una persona che ha bisogno, spesso senza conoscerla, semplicemente perché in quel momento qualcuno ha bisogno di noi. È questo il significato più profondo dei trent'anni della Pubblica Assistenza di Stazzema, nata dopo la drammatica alluvione del 19 giugno 1996 e cresciuta insieme alla nostra comunità.

In questi trent'anni sono cambiate le esigenze, sono cresciuti i servizi, sono arrivati nuovi mezzi e nuove attrezzature. Ma non è mai cambiata la cosa più importante: la scelta di esserci.

Esserci nelle emergenze, nei trasporti sanitari e sociali, accanto alle persone anziane, alle persone con disabilità e alle famiglie. Esserci quando una comunità ha bisogno di qualcuno su cui poter contare. Oggi il nostro grazie va a chi trent'anni fa ha avuto il coraggio di fare quella prima scelta, a chi ha costruito e fatto crescere questa realtà e a tutti i volontari che ancora oggi scelgono di dedicare una parte del proprio tempo agli altri.

Perché una Pubblica Assistenza può avere mezzi e attrezzature moderne, ma la sua vera forza rimane sempre la stessa: una persona che sceglie di esserci per un'altra persona. E dopo trent'anni, quella scelta continua».

Il presidente di Anpas Regione Toscana, Dimitri Bettini, ha sottolineato: «Questa è un'altra tappa dei ricordi legati all'alluvione di Cardoso, con il doveroso omaggio alla Pubblica Assistenza di Stazzema, nata proprio in quei giorni. Un gruppo di cittadini fondatori si rese conto che anche questo territorio aveva tutti i diritti e tutte le caratteristiche per garantire servizi importanti, innalzando il livello e la qualità della vita di tutti gli stazzemesi. Abbiamo ricordato i soci fondatori e i volontari di oggi, che svolgono una grande opera. L'associazione, grazie all'attuale dirigenza, è cresciuta in maniera considerevole e fa rete con le altre Anpas della Versilia. Si prospettano quindi altri trent'anni di futuro radioso».

La presidente Elisabetta Belloni ha dichiarato: «È stata una bellissima giornata, in cui abbiamo festeggiato i nostri trent'anni di attività insieme ai familiari dei soci fondatori, a cui abbiamo consegnato le targhe con il loro nome. Dobbiamo a loro moltissimo: hanno dato vita a qualcosa che è cresciuto nel tempo, dando valore a un territorio montano spesso scarso di servizi. All'epoca era una scommessa. Io ci sono dal 1997, quindi ho vissuto tutta questa storia e ho visto crescere l'associazione tantissimo.

Ringrazio i vecchi volontari, i soci fondatori e tutte le persone che si sono succedute nel tempo, aiutandoci a crescere e a portare servizi a una popolazione che, in un territorio come il nostro, vive spesso in condizioni di lontananza e difficoltà. Siamo una realtà e di questo sono orgogliosa. Ringrazio i collaboratori di oggi e quelli dei consigli passati: non faccio nomi per non dimenticare nessuno. Ricordo con affetto tutti i giovani del servizio civile passati da noi e le tante attività di protezione civile: siamo stati presenti in diversi eventi calamitosi in Italia, terremoti e alluvioni, portando aiuto e anche sostegno morale grazie all'esperienza maturata dopo l'alluvione del '96».

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