A leggere gli articoli usciti in questi giorni sulla stampa si potrebbe cadere nell'errore di considerare che il sentiero del Piastraio, che per la sua risistemazione ha ottenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca diecimila euro, inizi dal prato della Pieve di S. Maria Assunta e termini nella piazzetta del Santuario della "Madonnina", indicazione, questa, che nello Stazzemese si contende il primato con le altre due indicazioni: Santuario dl Piastraio o Madonna del Piastraio. Ambedue gli utilizzi prevalgono nei luoghi contermini su quello inerente all'intitolazione religiosa ufficiale dell'edificio di venerazione mariana realizzato nel 1821 , che è dedicato alla Madonna del Santo Amore o del Bell'Amore", patrona dei cavatori ma anche della Versilia. La "Madonnina" è anche l'unico Santuario mariano esistente nel territorio dell'Arcidiocesi di Pisa.
S. Giovanni Paolo II lo menzionò durante la sua visita papale che fece nel settembre 1989 alle città di Lucca e di Pisa.
Stando sempre alla stampa locale, il tratto che sarà riqualificato, intervento - sia beninteso - importante e necessario per il cedimento di una parte della mulattiera avvenuto alcuni anni addietro proprio in prossimità del Santuario e il pericolo che da ciò ne consegue, è inferiore a un terzo della lunghezza complessiva della storica mulattiera per Stazzema che iniziava dal fondovalle del Martinetto, località nella frazione di Pontestazzemese.
Il percorso attraversava letteralmente con un ponte di legno l'area di cava della breccia medicea delle Buche dl Piastraio per poi snodarsi lungo il versante destro della valle del Torrente Mulina fino al Santuario e, a seguire, raggiungere la Pieve di S. Maria Assunta della frazione capoluogo.
L'alluvione del 19 giugno 1996 ha distrutto la parte in basso dell'infrastruttura pedonale e quella immediatamente dopo le Buche del Piastraio. E' rimasto preservato invece il segmento che si inerpica in alto, all'altezza di Ponte di Tomarlo in poi, passando sopra la Presa del Pocai, Le Strette, la ferriera del Distendino, La Costa e gli Orti di Carbonaia. Questo era lo storico percorso che i pellegrini affrontavano nei mesi di maggio e di settembre per recarsi al Santuario per impetrare una grazia presso l'effigie miracolosa affrescata in maniera non troppo artistica all'interno di una marginetta che per la sua dimensione si avvicinava a essere quasi una cappella. Le marginette sono manufatti votivi che si incontrano solitamente lungo le mulattiere ma anche all'interno dei borghi.
Quella della Madonnina miracolosa, curata oltre due secoli fa da una donna di Mulina, l'ottantenne Bartolomea Bertocchi, prima che avvenisse l'edificazione del Santuario e della Casa del Pellegrino, è stata inglobata nell'edificio di culto mariano.
Va anche precisato che precedentemente all'alluvione questa mulattiera, che partiva sulla destra del poggio della via di lizza della cava del Pidocchio, aveva subito l'iniziale distruzione unitamente al poggio di lizza a seguito di un'opera d'allargamento dello spazio di manovra dei camion che venivano a caricare il materiale presso l'allora attiva impresa di granulazione della dolomia.
Tra il 2013 e il 2014 l'Unione dei Comuni della Versilia ripristinò attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale l'accesso dal fondovalle del Martinetto la percorribilità della storica mulattiera ricalcando, laddove è stato possibile, i tratti non danneggiati dell'infrastruttura pedonale e realizzando nuovi passaggi di percorso nei punti in cui il vecchio tracciato era andato completamento distrutto dall'evento alluvionale.
Il progetto fu denominato "Sistemazione del sentiero comunale del Piastraio".
Terminato l'intervento furono istallate le croci delle stazioni della Via Crucis per un pellegrinaggio di inaugurazione animato da Paolo Brosio, che in quegli anni aveva posto nel suo focus mariano il Santuario della Madonnina, tanto che in un'occasione, nel luglio del 2014, si parlò addirittura di aver assistito al prodigio della danza del sole, notizia che fu raccolta anche dalla stampa locale. Nel giro di pochi anni gli agenti atmosferici sempre più violenti e l'inesorabile caduta delle piante hanno distrutto sia le stazioni della Via Crucis che in vari punti il sentiero comunale del Piastraio.
Meno conosciuta e frequentata è la mulattiera, anch'essa un tempo della fede mariana, che da un'altra via dei muli per Stazzema che inizia a Mulina all'altezza dell'ex miccificio Pocai si distacca sulla sinistra in cima al Prado Piano, dove sono state costruite alla fine degli anni '50 del secolo passato le casine popolari di Mulina.
Questa storica infrastruttura va a congiungersi a un'altezza di 350 metri con la mulattiera che sale dal Martinetto, un centinaio di metri prima del Santuario della Madonnina.
Un tracciato che passa in destra idrografica del fosso di Picignana sopra i tetti di Culerchio prima di inerpicarsi a ipotenusa sotto la rupe di Stazzema ricalcando, a ritroso dall'alto, lo scorrere del torrente Mulina alle antiche case dei Tappi fino al Ponte degli Orti di Carbonaia. Insomma , sopra ciò che restato del vivere plurisecolare avvenuto lungo le sponde del Mulina, così come attestano le date incise sulle pietre dei Tappi e del Mulino dei Fabbri e i manufatti medievali della Torre, della gora, e dei lavatoi. A rafforzare questa inequivocabile storicizzazione anche i resti delle furono fucine della Magona di Campo Carbonaio, oggi Carbonaia, seppur ormai ruine lasciate allo sbando del tempo.
Anche questa seconda mulattiera "mariana" ha usufruito di una sistemazione con finanziamento pubblico e di un evento della Via Crucis animata da Brosio. Poi, come l'altra che inizia un chilometro più a valle, ha subito l'inesorabile stramazzo delle piante e le conseguenti situazioni di non percorribilità a causa della distruzione di alcuni tratti.
L'enormità del carico arboreo dei versanti e la mancata cura del bosco, che cresce smisuratamente e che ha invaso incontrollatamente gran parte dei terrazzati coltivi, sono le cause principali che non danno requiem alla sentieristica dell'Alta Versilia e a queste storiche vie di pellegrinaggi mariani alla "Madonnina".
Va altresì ricordato che le "Peregrinatio Marie" che erano fatte un tempo coinvolgevano le frazioni di Pontestazzemese e di Mulina. Il quadro della Madonna del Santo o Bell'Amore realizzato dal pittore stazzemese Guglielmo Tommasi, immagine sulla quale si spostò la venerazione popolana da quella affrescata nella marginetta che il tempo aveva deteriorato, era portato in processione nelle frazioni citate e rimaneva qualche giorno nelle rispettive chiese per consentire agli abitanti di venerare l'immagine della Madonnina e per chiedere eventuali grazie.
Giuseppe Vezzoni