"La protezione civile si fa con il pessimismo": è questo principio appreso alla scuola di Giuseppe Zamberletti – padre fondatore della protezione civile – che ha fatto decidere al sindaco Lorenzo Alessandrini la chiusura di tutte le scuole, di ogni ordine e grado, del territorio comunale, a seguito della scossa sismica di magnitudo 4 di questa mattina (mercoledì 25 marzo).
"Ho applicato un protocollo esperienziale consueto – spiega Alessandrini, al rientro dal sopralluogo sul territorio – ovvero quello di mettere subito in moto i tecnici per verificare eventuali danni o problemi agli edifici scolastici. Nel frattempo ho contattato la Sala situazioni della Protezione civile nazionale a Roma per capire dalla INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) qualcosa di più sulla natura della scossa e l'eventuale tendenza del fenomeno. Stante le informazioni ricevute e l'esito dei controlli, ho deciso in via discrezionale di chiudere comunque le scuole cautelativamente, alla luce delle preoccupazioni dei genitori e della disponibilità degli insegnanti a collaborare con le difficili operazioni di sgombero. Alla decisione ha contribuito anche la particolare conformazione del nostro sistema scolastico, che vede alcune scuole come la Pea e il Marconi affollate da diverse centinaia di studenti. Si è trattato di fare qualche attenta riflessione – prosegue il sindaco – e quindi applicare un sano principio precauzionale che mi ha insegnato Zamberletti, ovvero che la protezione civile si fa aspettandosi il peggio, senza affidarsi alla buona sorte. Ho fatto quindi una valutazione complessiva e un ragionamento pessimistico perché, pensando anche da genitore, ho tenuto conto dell'altissima posta in gioco, cioè la sicurezza dei nostri ragazzi. Da ultimo, ho considerato che erano tutti agitatissimi e quindi nel tempo scolastico residuo avrebbero prevalso lo stato emotivo e la paura. C'è stato, infine, un altro elemento di valutazione, ovvero che i genitori sono molto organizzati con le chat e i gruppi classe, cosa che favorisce un rapido e snello recupero dei ragazzi, tanto da farmi propendere per la chiusura per l'intera giornata".
Una decisione comunicata anche ai colleghi dei Comuni limitrofi, per uno scambio di pareri.
"Nel caso di un evento sismico, a differenza dell'idrogeologico per cui si tende a uniformare le scelte – conclude Alessandrini –, si tratta di decisioni affidate alle singole esperienze e alle caratteristiche dei rispettivi edifici. Ho pure tenuto conto che con il Marconi, essendo frequentato da moltissimi studenti che risiedono in altri comuni, mi stavo assumendo una responsabilità anche per i miei colleghi sindaci".








