A seguito della nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.1, registrata questa mattina (giovedì 26 marzo) alle ore 9.40 con epicentro nella provincia di Pistoia e ad una profondità di 52 chilometri, sono state chiuse tutte le scuole per la giornata odierna, così da consentire i necessari controlli per accertare l'eventuale presenza di problemi.
Una decisione presa dal sindaco Lorenzo Alessandrini, anche in considerazione del fatto che le condizioni meteo e la temperatura non sono ottimali per tenere a lungo i bambini all'aperto.
"Una scelta presa per tranquillizzare gli studenti, gli insegnanti ma anche i genitori che, dopo la scossa di ieri e quella odierna, sono comprensibilmente preoccupati – spiega il sindaco – inoltre tenere i bambini all'aperto con il freddo di stamani non mi pareva la scelta migliore".
Oltre a questo aspetto organizzativo, c'è la volontà di comprendere se la scossa di oggi sia in qualche modo collegata a quella di ieri. A questo proposito il sindaco si è immediatamente messo in contatto con il Dipartimento nazionale di protezione Civile per una prima verifica, attendendo adesso ulteriori riscontri.
"Sono in attesa di conoscere maggiori dettagli sull'evento sismico da parte dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – sottolinea Alessandrini – più nello specifico bisogna comprendere se esiste un possibile collegamento tra la scossa di ieri, con epicentro a Fosdinovo, e quella di oggi, registrata a Pistoia, tenendo presente che quella di oggi si è sentita meno perché era a 52 chilometri di profondità. Comprendere cosa sta avvenendo alle faglie è una questione dirimente per le decisioni da adottare".
In altre parole, il sindaco ritiene importante spiegare le motivazioni delle decisioni prese in questi due giorni.
"Considerata la zona in cui ci troviamo – precisa Alessandrini – a seguito della scossa di stamani, ho chiesto che l'INGV si esprima sull'ipotesi di un possibile collegamento fra la scossa di ieri e quella di oggi. In altre parole, devo sapere se la faglia attivatasi stamani è la stessa. Se così non è, le serie storiche non ci portano verso valutazioni particolarmente allarmanti. Se invece si trattasse dell'attivazione di un'unica faglia appenninica, che scorre longitudinalmente dall'area lucchese-pistoiese attraversando la Garfagnana fino alla Lunigiana, potremmo essere in presenza di un fenomeno che richiama modelli riferiti ai terremoti del 1706, del 1902 e soprattutto a quello del 1920, un caso statistico in cui a una scossa di magnitudo 4.0 ne seguì anche una più forte. Alla luce di questi dubbi, ritengo doveroso che il sindaco, nell'assumere decisioni al secondo giorno di scosse, debba prima di tutto poter escludere l'ipotesi scientifica più negativa e, in attesa delle informazioni necessarie, adottare scelte dettate dalla massima prudenza".








