"Carissima Liliana dopo tanti mesi di mio silenzio oggi finalmente abbiamo questo foglio qui con la possibilità di scrivere a casa, per far sapere che noi siamo vivi. Ti puoi immaginare la mia gioia di darti mie notizie dopo tanto tempo di mio silenzio". È un passo di una delle lettere del seravezzino Giuseppe Balderi, militare deportato in lager nazisti, la cui storia sarà al centro del Giorno della Memoria, in programma martedì 27 gennaio alle ore 11,15 presso il Teatro Scuderie Granducali. A promuovere l'iniziativa "La resistenza senza armi. Gli internati militari italiani, dal fronte alla prigionia. La storia di Giuseppe Balderi" è l'ISI Marconi – Alberghiero e IPIA in collaborazione con la Biblioteca comunale "Sirio Giannini" e la Fondazione Terre Medicee. Un'occasione per parlare di quei tragici anni attraverso la storia di un seravezzino, ripercorsa mediante la sua fitta corrispondenza con i familiari, in particolare con la fidanzata e poi moglie Liliana Coppedè. Un patrimonio di conoscenze possibile grazie alle oltre duecento lettere scritte tra il 1940 e il 1946, su fogli spesso riciclati e con strumenti di fortuna, nella consapevolezza che sarebbero poi passate sotto la lente della censura, come dimostrano le frequenti righe oscurate da inchiostro. Un vero e proprio patrimonio di testimonianze sugli orrori di quegli anni, conservate e diffuse grazie alla generosità della figlia Renata Balderi che nel 2008 le consegnò alla Biblioteca comunale per poi, nel 2017, donarle ufficialmente all'Archivio storico del Comune. Un patrimonio di storia, informazioni, emozioni e sentimenti che sono stati poi riorganizzati e digitalizzati grazie all'opera dell'allora tirocinante della biblioteca Serena Murru che ne ha fatto oggetto di un approfondito studio per la sua tesi di laurea. Il materiale è stato quindi oggetto di una pubblicazione nel 2021, nel libro "Giuseppe Balderi, dal fronte alla prigionia. Lettere di un internato militare italiano (1940-1946), edito da Bandecchi & Vivaldi. Riproporre in questa particolare giornata la figura di Giuseppe Balderi significa tenere accesa la lampada della memoria, obiettivo perseguito proprio da questa iniziativa, come rimarcano le docenti di lettere dell'ISI Marconi, Paola Lemmi, Elena Foffa e Ilaria Leonardi.
"L'importanza di raccontare una vicenda come quella di Giuseppe Balderi – sottolineano le docenti – significa recuperare la storia di questa resistenza dimenticata e andare oltre i numeri, mettendo al centro le persone. Proprio per questo il lascito della figlia Renata è così prezioso. È come un testimone che viene passato alle nuove generazioni perché portino avanti la memoria di quello che è successo".
L'incontro è aperto a tutta la cittadinanza. Per informazioni: tel. 0584 757770,








