Stazzema- A molti cittadini potrà sembrare stancante se non irritante il tentativo reiterato (che porrò fine quando la chiesa di San Rocco non sarà riaperta) di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione inerente alla memoria che si custodisce nella frazione di Mulina di Stazzema. Nonostante le pubblicazioni su Sant'Anna firmate o curate da storici affermati, autori ai quali sono istituzionalmente riconosciute capacità di fedele ricostruzione storica su quanto accadde durante l'estate del '44 e sulla storia della Resistenza, sovente si scopre, leggendone i libri, che la narrazione addirittura sorvola sui fatti avvenuti a Mulina senza che a nessuno passi minimamente per l'anticamera del cervello né tanto meno dall'onestà intellettuale di domandare la ragione di un "by pass" storico inaccettabile. Uno scansare una verità assodata che dall'11 agosto 1991 non avrebbe più dovuto esserci poiché questa verità dimenticata per 47 anni era stata finalmente recuperata, anche moralmente. L'11 agosto 1991 infatti si tenne la prima commemorazione ufficiale delle vittime civili di Mulina di Stazzema. A questo primo riconoscimento storico, che fino a quell'11 agosto di 35 anni orsono era restato estraneo dalla strage di Sant'Anna di Stazzema, in seguito è stato aggiunta la riscoperta della figura esemplare di don Fiore Menguzzo, parroco ventottenne di Mulina, alla cui memoria il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferirà il 15 novembre 1999 , a otto anni dalla prima commemorazione dei fatti di Mulina, la Medaglia d'oro al Merito Civile. Nonostante ciò, gli eventi bellici accaduti nella frazione e nella canonica di San Rocco sono spesso e volentieri "sorvolatati". Della chiesa chiusa dal 6 novembre 2019 pare non interessi a nessuno. Ma Mulina è luogo della barbarie nazifascista, ossia della memoria nazionale. Faccio notare che sono stati tolti i ponteggi dopo l'intervento di messa in sicurezza del tetto ma diversi buchi sono rimasti a "bella vista" sul muro esterno della chiesa, lato mulattiera per Farnocchia. Perché non sono stati chiusi prima di rimuovere i ponteggi? Forse è previsto un secondo intervento di sistemazione esterna della chiesa? Allora la riapertura slitterebbe dalla temporalità quantificata lo scorso gennaio in qualche mese d'attesa, a meno che non si voglia riaprire la chiesa con questi buchi nel muro. Considero inconcepibile che si continui a perpetrare l' oblio su Mulina di Stazzema non solo sui libri di storia ma anche per quanto concerne la riapertura della chiesa e la cura della memoria in una frazione che fu direttamente coinvolta dal 31 luglio al 12 agosto 1944 da una serie di accadimenti bellici culminanti con l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema. Sarebbe oltremodo importante che il segretario del Pd, Elly Schlein, il prossimo 25 aprile avesse conoscenza e parole in merito alla situazione della memoria che vige attualmente a Mulina di Stazzema.
Giuseppe Vezzoni