Stazzema. A molti il nome di Bartolomea Bertocchi può sembrare un nome come un altro, invece per quanto concerne la nascita del culto mariano a Stazzema rappresenta la pietra miliare di un cammino che ha portato ad erigere il Santuario della Madonnina o del Piastraio, definizioni che nell' Alta Versilia prevalgono sull'intitolazione ecclesiastica della chiesa/santuario dedicata alla Madonna del Santo Amore, che è la Patrona della Versilia. L' ottantenne mulinese aveva cura di una marginetta in loc. Tasceto. La costruzione aveva le dimensioni che si avvicinavano più a una cappella che ai manufatti, chiamati appunto marginette, che la fede popolare delle persone costruiva lungo i margini delle mulattiere. Servivano per propiziarsi la protezione celeste e per pregare dopo lunghe e dure giornate passate nei campi o nelle selve,. Ma servivano anche per avere disponibile un luogo in cui riparare durante un improvviso maltempo o per riposare un attimo nel rientrare a casa alla fine della giornata, sempre carichi di qualcosa, come della legna e di quant'altro che fosse frutto dei campi, del bosco, ma anche semplicemente degli attrezzi da lavoro. Il ritorno non era mai a vuoto e chi aveva le "spalle tonde", ossia evitava di caricarsi, non era certo ben visto. Vicino alle marginette c'era quasi sempre costruito un posatoio che consentiva, restando nella posizione in vita, ossia senza piegarsi, di posare e di riprendere il carico evitando così di richiedere al fisico quello sforzo supplementare quando tali incombenze devono essere fatte "tirandosi giù e su con tutto il peso 'n collo, ossia sulle spalle. All'interno della marginette erano collocati quadretti con immagini sacre o piccole formelle di marmo scolpite con le raffigurazioni di santi ma soprattutto delle immagini della Madonna. Nella marginetta in località Tasceto, lungo la mulattiera che iniziava dalla località Martinetto, nella frazione di Pontestazzemese, c'era una Madonna dipinta sul muro. Era un' immagine non certo caratterizzata dal pregio artistico ma che tuttavia il tempo stava deteriorando. Eravamo quasi alla fine del 1700. La Madonnina del Piastraio iniziava a essere conosciuta e venerata dalla gente dei luoghi perché le grazie impetrate presso questa immagine venivano esaudite. Il passa parola sulle doti prodigiose della Madonnina del Piastraio aveva fatto della marginetta/cappella un luogo di riferimento per la venerazione mariana. L'ottantenne mulinese, nel 1772, col fine di sostituire l'immagine deteriorata della Madonna dipinta sul muro, decise di rivolgersi al pittore stazzemese Gugliemo Tommasi per commissionargli un dipinto di una Madonna che fosse più grande e più bella. Iniziò a raccogliere le offerte per pagare l'opera. Ne raccolse oltre il necessario. Ormai la marginetta/cappella era diventata inadeguata per accogliere i tantissimi pellegrini che salivano la mulattiera del Piastraio per pregare la Madonnina miracolosa e per assistere alla S. Messa. Iniziò a farsi largo l'idea di costruire una chiesa santuario, confortati dalle tantissime offerte per affrontare il notevole onere economico che sarebbe servito.
Fu don Costantino Apolloni a rompere gli indugi e a decidere di edificare una chiesa nel luogo dove era la marginetta/cappella. Nel 1821 la fabbrica del Santuario della Madonna del Santo Amore fu conclusa. La marginetta/cappella fu inglobata nel Santuario e tutt'oggi è visibile. Questa storia di fede e di devozione mariana prese l'abbrivio da una anziana mulinese, Bartolomea Bertocchi, citata in un documento dell'archivio della Prepositura di S.M. Assunta di Stazzema.
Dalle fattezze del dipinto della Madonna delle Misericordie, che è esposto nel transetto omonimo della chiesa di San Rocco di Mulina, il pittore Guglielmo Tommasi potrebbe esserne l'autore anche se non ci sono documenti a comprovare questa ipotesi fatta da un appassionato d'arte. Anche questa Madonna è considerata miracolosa, tanto che veniva scoperta quando qualcuno chiedeva una grazia o era ricoverato per qualcosa di serio in ospedale. La prima domenica di luglio si celebrava la festa annuale. Ogni tre anni il quadro della Madonna delle Misericordie era portato in processione nel paese di Mulina. Il 2 luglio 1944 don Fiore Menguzzo celebrò la Festa della Madonna della Misericordie. Quel giorno passarono alla Comunione i bambini del paese. Don Fiore Menguzzo in quell'occasione collocò sul muro del campanile di Mulina un bassorilievo di marmo raffigurante l'effige della Madonna della Stella, la cui statua si trova nel Seminario di S. Caterina di Pisa, per porre il paese di Mulina sotto la protezione della Madonna:" Sit Virgo Mater Mulinarum pago, Stella refulgens tua sacra imago".
Giuseppe Vezzoni