Stazzema_ Sabato 8 agosto si commemorerà l'82esimo anniversario dell'incendio di Farnocchia. Fino all' 8 agosto 2005 questo terribile evento nazifascista non prevedeva una specifica cerimonia anche per i contrasti che erano insorti tra cittadini di Farnocchia e l'amministrazione comunale del sindaco Gian Piero Lorenzoni e il Comitato Onoranze ai Martiri di Sant'Anna in merito alla collocazione di una lapide che ricordasse l'incendio. Il contendere non riguardava la più che condivisa apposizione del marmo ma il testo dell'epigrafe proposto su un documento firmato da alcune decine di cittadini residenti e non, testimoni dei fatti raccontati e sottoscritti. Il documento fu consegnato brevi manu al sindaco Lorenzoni il 21 agosto 2000 e poi il 6 luglio 2004 fu protocollato (Prot. nr. 6708) all'attenzione del nuovo sindaco Michele Silicani. Ma il tentativo di collocare una lapide era stato fatto due anni prima, nel 1998, con la realizzazione del marmo su cui è scolpita la data: Farnocchia 8 agosto 1998.
A seguito della presentazione della richiesta ufficiale di collocare una lapide per ricordare l'incendio del paese, l'amministrazione Silicani, pur non dando seguito alla richiesta, indisse l'anno successivo la prima cerimonia commemorativa dell'incendio. Quest'anno quindi ricorre la ventiduesima commemorazione dell'ottantaduesimo anniversario di Farnocchia in fiamme.
Va inoltre precisato che il documento inerente alla lapide è stato poi raccolto nel fascicolo inedito "A Farnocchia manca una lapide per ricordare l'8 agosto 1944" che l'appassionato di storia Giuseppe Bertelli ha redatto il 1 agosto 2004 e l'ha distribuito nel paese e fuori affinché della storia raccontata e sottoscritta da decine di cittadini se ne serbasse memoria. Il maestro Giuseppe Bertelli, amico fraterno del prof. Bruno Antonucci, primo sindaco di Stazzema eletto dai cittadini, oltre che essere stato un illustre abitante di Farnocchia, è stato per decenni funzionario capo dell'Ufficio Anagrafe e Stato Civile del Comune di Stazzema. Pertanto persona seria e preparata, schivo di apparire ma determinato assertore dei suoi scritti, appassionato ricercatore della storia locale, autore di diversi libri nonché storico promotore delle estati farnocchine, Insomma un personaggio da ricordare e non da dimenticare.
Il documento di Giuseppe Bertelli inerente all'incendio del paese è molto dettagliato fino a riportare un elenco delle case bruciate e dei proprietari dei beni distrutti e a fornire una piantina esplicativa della devastazione arrecata dalla furia dei nazifascisti, i quali, dopo aver sbaragliato la resistenza dei partigiani e ucciso la partigiana Cristina Lenzini Ardimanni, che è ricordata su una lapide posta nel cimitero del paese, si dettero ai saccheggi e agli incendi che coinvolsero animali, capanne e le casette nei campi facendo di Farnocchia terra bruciata Ma l'8 agosto 1944, fatto che continua a restare marginale nella memoria di quella giornata, coinvolse anche la frazione di Mulina con l'uccisione nella piazzetta dell'Appalto Garbati dei due abitanti che erano stati catturati la mattina, all'inizio dell'operazione: Meccheri Guido e Papini Samuele.
La popolazione di Farnocchia aveva abbandonato le case la sera del 31 luglio 1944 a seguito dell'agguato partigiano teso alla pattuglia di militari tedeschi che rientravano a valle dopo aver intimato l'immediata evacuazione del paese, poi temporalità rimodulata da una concessione di 24 ore di tempo per ottemperare all'ordine dopo un colloquio con il pievano don Innocenzo Lazzeri e la richiesta che nel rientrare a valle non fossero attaccati dai partigiani. Nell'agguato furono uccisi tre militari tedeschi e cinque restarono feriti. Qualora la popolazione di Farnocchia fosse restata nel paese, l'8 agosto 1944 sarebbe senz'altro ricordato, oltre che per l'incendio, anche per un eccidio numeroso di civili. Ad onor del vero la lapide con l'epigrafe proposta e non accettata fu anche esposta per alcune ore prima di essere rimossa e conservata nel fondo della casa di Giuseppe Bertelli.
Foto: Domenica 26 gennaio 2025: I labari di Sant'Anna e di Mulina onorano il luogo di Farnocchia in cui avvenne una delle tre disubbidienze alle leggi razziali da parte dei sacerdoti Don Innocenzo Lazzeri (Farnocchia), don Egisto Salvatori (Terrinca) e don Giuseppe Vangelisti (La Culla)
Giuseppe Vezzoni