Stazzema- Sabato 17 ottobre, alle ore 16, si terrà l'ultimo A Veglio 2026 al Piccolo Lencio Meo di Mulina di Stazzema. Anche le previsione meteo sono favorevoli. L'incontro verterà su due temi: il ricordo dei sacerdoti che mi hanno affiancato e sostenuto per il recupero della storia e della memoria di martiri del nazifascismo di Mulina di Stazzema e la regina del mese di ottobre: la castagna. In merito al primo tema dell' A Veglio saranno ricordati diversi sacerdoti che mi hanno dimostrato vicinanza e sostenuto per colmare un vuoto di storia e di memoria durato 47 anni in merito agli eventi bellici accaduti a Mulina di Stazeema nell'agosto 1944, fra i quali i sacerdoti mons. Emilio Barsottini, don Florio Giannini, mons. Aldo Martinelli, mons.Danilo D'Angiolo e mons. Piero Malvaldi.
Il secondo tema di sabato sarà dedicato alla castagna, il frutto che ha sfamato generazioni del territorio alto versiliese. Così come è avvenuto l'anno scorso, con le mondine termineranno gli incontri di quest'anno. Sarà acceso il fuoco e si spadelleranno le castagne rigorosamente nostrane, appositamente raccolte nei luoghi e non comprate. Stavolta sarà aggiunto una specie di amarcord dedicato agli ultimi storici piccoli raccoglitori di questo frutto che hanno assolto fino al 2009 l'attività completa di filiera, dalla castanicoltura alla farina, quando un'ordinanza amministrativa vietò loro l'accensione del metato a causa del fumo che emetteva. Nella selva di Pomoreta raccoglievano le castagne dopo aver preparato il castagneto facendo la rimondatura e i ripari. L'essiccazione avveniva nel metato vicino al mulino, dove si procedeva alla macinazione. Il metato e lo storico mulino erano situati a Culerchio, sobborgo della frazione di Mulina. Manufatti di proprietà sulla sponda destra del Fosso di Pomezzana, in Via della Cartiera. C'è stata anche questa attività nella frazione.
Coloro che hanno svolto l'intera lavorazione a filiera sono stati Fernando Bramanti, la moglie Amina Benedetti e quel giovanissimo orfano garzone che nel 1947, dopo la morte della madre e l'avvenuta uccisione del padre Guido da parte dei tedeschi l'8 agosto 1944, fu accolto nel mulino di Pietrone (Bramanti) e lì è rimasto per l'intera vita, lavorando in una segheria di marmo in località Ceragiola (Seravezza) e poi, laddove i turni di lavoro glielo consentivano, nel logo e nella selva di Pomoreta, ma soprattutto divenendo il mugnaio che ha tirato avanti lo storico mulino del Fernà' e dela 'Mina, l'ultimo mulino che ha fermato la tramoggia nello Stazzemese circa una decina di anni fa. Si tratta di Piero Meccheri, un uomo che davvero ha lavorato per un'intera vita, fino alla morte. Tanto che il male ha penato a fermarlo nel letto, poiché anche se pieno di dolori continuava a spaccare la legna e a far girare il mulino.
La storia della castagna dello Stazzemese ha avuto questi indiscussi resistenti che si sono adoperati per tenere viva fin che hanno potuto la macinatura della prelibata farina dolce di castagne : il Fernà, la Mina e Piero, gli unici capaci di detenere i saperi e di espletare i passaggi di lavorazione che richiede la filiera della castagna. Oggi sono diventati doverosa memoria antropica di Stazzema, anche perché al mulino del Fernà e dela Mina si macinava anche il granturco e il grano, si allevavano i maiali e si conciava la carne suina per fare gli insaccati molto apprezzati: salciccia, biroldo e mortatella (salame) nostrale. Non mancavano pure le conoscenze del boscaiolo e del vignaiolo. E dal forno dela Mina una volta alla settimana si espandeva il caldo profumo del pane, anche di "patate" . Nel logo di Pomoreta si coltivavano le patate, si teneva la mucca e si vendeva il latte, si governavanoi conigli e le galline, si falciava il fieno e c'erano la vigna e gli alberi da frutto: ciliegi, peschi, peri, meli, fichi e cachi. Insomma quel tempo che fu di grande fatica e di impegno quoitidiano, capace di assicurare un sostentamento economico e alimentare attraverso un'agricoltura di montagna a 360 gradi. Nella selva non mancavano i funghi, e al mulino di Culerchio c'erano sempre i primi porcini trovati dalla Mina e da Piero rimondando il castagneto.
Sabato questi piccoli agricoltori mulinesi saranno ricordati gustando le mondine nell'A Veglio del Piccolo Lencio Meo.
Giuseppe Vezzoni