Stazzema_Sabato 29 agosto, alle 17,30 il cancello del Piccolo Lencio Meo tornerà ad aprirsi per l'A veglio del sabato dedicato alla figura del dott. Oriente Angeli, poeta, narratore e storico, autore di molti libri, un'eccellenza culturale del Comune di Stazzema da ricordare. L'incontro inizierà alle 18. Tra i libri che Oriente Angeli ci ha lasciato in eredità anche quello scritto sul villaggio di Col di Favilla, che possiamo avventurarci a definirlo la " diciottesima frazione fantasma" del Comune di Stazzema. Negli anni trenta del secolo scorso l'alpeggio dei leviglianesi e dei terrinchesi si trasformò in un luogo di stabile dimora fino al secondo conflitto mondiale. La popolazione arrivò a contare un centinaio di abitanti, con tanto di prete, don Cosimo Silicani, di cimitero e visite mediche assicurate dal mitico dottore della Mutua Dott. Biagiotti, che con i dottori, De Bono, Beluffi, Storietti e Lotti hanno curato nel secolo passato per decenni la popolazione del Comune di Stazzema. Negli anni'50 è iniziato l'inesorabile spopolamento. Le case sono state aggredite dalla vegetazione e piano piano sono state preda del diroccamento. Nella pagine di Oriente la la forza della comunità collettorina per resistere alla dura vita che richiedeva abitare a Col di Favilla e a trovare anche momenti per fare festa. Ho visitato solo una volta Col di Favilla a seguito della volontà del pastore Clemente Bertozzi di farsi tumulare nel cimitero del suo "paese": Col di Favilla. Era il 2011. Ho sempre immaginato che il nome derivasse dalle stelle cadenti che si potevano ammirare da quel villaggio ai confini del mondo, che per raggiungerlo da Terrinca o da Levigliani occorrevano ore di cammino. Nell'immaginario di gran parte dei bambini stazzemesi del dopoguerra Col di Favilla era un villaggio appartenente al mondo delle fate e alla Befana, più remoto di Palagnana, dell'Eremita e di San Pellegrino, case sperse nel nulla ma fantasticate dall'immaginazione dei bimbi. Oriente Angeli ci ha lasciato un quadro-documento di questo abitato "ai confini del mito".
Sabato sarà dunque l'occasione per conoscere uno stazzemese di profonda cultura, amante della musica e del belcanto, direttore della Corale di Querceta. Un uomo che ha detto sempre pane al pane e vino al vino, che mi è stato vicino in molte occasioni. Oriente Angeli, nativo di Levigliani, ha scritto anche la prima edizione del libro Lavorare Liberi, la storia dell'esperienza lavorativa della Cooperativa Condomini di Levigliani. Il dott. Oriente Angeli ci ha lasciati il 17 settembre 2020.
Ovviamente, così come si caratterizzano gli A Veglio del sabato al Piccolo Lencio, l'incontro terminerà con un momento di convivialità che spesso si protrae fin sotto le stelle. Quelle che brillano sopra il piccolo Lencio Meo sono molto speciali e fanno godere dell'area a verde che io e mia moglie siamo riusciti a ricavare da una situazione di profondo degrado e che vogliamo condividere il più possibile. Inoltre nella saletta museo possono essere ammirate le due opere in terracotta realizzate dal maestro Alberto Bitossi e donate recentemente alla struttura. Sabato il maestro Bitossi potrebbe essere assente perché ancora impegnato con la mostra "La mia terracotta " allestita nella Sala Salvatori della Pro Loco di Seravezza. L'esposizione, infatti, si concluderà il 30 agosto.
Il cancello del Piccolo Lencio sarà aperto a chiunque volesse intervenire e, magari, portare un proprio contributo culturale. Tutti sono accolti nella solita maniera, ossia bene e con gioia. Al Piccolo Lencio Meo le divergenze restano fuori dal cancello. Ho letto che gli A veglio del sabato iniziano a essere indicati come eventi che arricchiscono la vita della frazione di Mulina. Infine mi ha fatto molto piacere (e ringrazio) sapere che una eco su questi incontri c'è stata anche in un consiglio comunale di Stazzema e che l'iniziativa degli A Veglio del sabato ha trovato l'apprezzamento dell'assessora alla cultura del Comune di Stazzema, dott.sssa Anna Guidi.
Giuseppe Vezzoni








