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Scritto da Giuseppe Vezzoni
A. Versilia
28 Luglio 2026

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Si ravvivi la scritta della targa che ricorda l'antifascista Giuseppe Pieruccioni

Il piccolo marmo è l'unico riferimento concreto nella terra del Parco nazionale della Pace a questo antifascista stazzemese che fu confinato nell'isola in cui nacque il sogno dell'Europa Unita
 
Stazzema- La targa che ricorda l'antifascista Giuseppe Pieruccioni, ossia su cui è stato riportato il giudizio, oggi illeggibile, sul fascismo che nel 1945 espresse questo sindacalista stazzemese, uno dei pochi antifascisti che si differenzia nettamente dai moltissimi che fecero il passaggio di sponda quando la corrente dittatoriale era praticamente in secca. La targa fu apposta il 5 giugno 2004 sulla facciata della casa della "Gemma", nel paese di Cardoso, luogo natale del sindacalista stazzeme, dove quel giorno fu inaugurato il Circolo di Rifondazione Comunista intitolato a Giuseppe Pieruccioni. Sono passati solo ventidue anni ma sembra un secolo: spariti sia il Circolo che il partito e illeggibile divenuta la lapide.
 
Il giudizio espresso sul fascismo da Giuseppe Pieruccioni, un antifascista pressoché dimenticato nella sua terra di Stazzema, andrebbe ravvivato per essere letto:
 
"Il fascismo è stata la reazione più terribile e spietata della coalizione industriali e terrieri, la dittatura più aperta e più bieca dei gruppi più avidi e sciovinisti del grande capitale italiano pera soffocare le aspirazioni più alte della classe operaia e del popolo italiano" Cardoso 1945 Giuseppe Pieruccioni
 
Questa frase è stata estrapolata dalla prefazione scritta da Giuseppe Pieruccioni per il libro "Tortura 86ª Legione Fascista Repubblicana Lucca", edito nel 1945.
 
Giuseppe Pieruccioni fu confinato dal 1937 al 1942 nell'isola di Ventotene, nell'isola in cui venivano esiliati gli oppositori al regime fascista e da cui prese il volo la nascita dell'Europa con la redazione nel 1941, da parte di Altiero Spinelli e Demetrio Rossi, del Manifesto di Ventotene, quindi uno scenario di pace tra i popoli europei, sempre in guerra. Luogo in cui dovevano essere annichiliti gli spiriti dell'antifascismo ma che si rivelò invece stimolo vitale per diffondere l'ideale della libertà nelle coscienze e non la morte civile e politica a cui invece si tentò di destinare l'isola dell'arcipelago ponziano. Giuseppe Pieruccioni era lì, confinato a Ventotene da quattro anni quando nacque il sogno dell'Europa unita. Eppure questo stazzemese che fu testimone e protagonista di questo sogno di libertà e di abbattimento dei confini è praticamente sconosciuto a Stazzema. Solo questa lapide illeggibile lo ricorda. Nonostante le angherie subite fu protagonista durante il mesi più bui della storia d'Italia, caratterizzati da una guerra civile
 
Se penso alla battaglia persa che intrapresi per far intitolare a Giuseppe Pieruccioni il "Palazzetto", la ex casa del Fascio di Cardoso, recuperata dalla rovina causata dall'alluvione del '96, oggi Palazzo della Cultura di Stazzema, ancora non mi capacito sul motivo vero che ha impedito d' intitolare l' edificio che nel dopoguerra divenne sede di scuola elementare, luogo della prima esperienza di scuola a tempo pieno ma anche di teatro, con la sua sala provvista di palcoscenico, e di alloggio emergenziale per famiglie senza casa.
 
Al momento c'è questa lapide illeggibile che lo ricorda nella terra del Parco nazionale della pace, dell' Anagrafe antifascista e della proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata a inasprire le pene contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti". Ironia della sorte non si è saputo o voluto riconoscersi con questa figura di antifascista stazzemese.
 
Da un suo vecchio articolo Vezzoni estrapola queste notizie (ndr):
 
"Nel 1937 all'antifascista Giuseppe Pieruccioni fu inflitta la disposizione della Commissione provinciale, presieduta dal prefetto di Lucca Di Suni, che gli comminava cinque anni di confino nell'isola di Ventotene perché " esponente delle correnti estreme comuniste e sindacaliste, capeggiatore di scioperi e manifestazioni violente dirette a sovvertire l'ordine pubblico, tanto da essere espulso dall'Argentina dove era emigrato nel 1920". Nel 1942, scontata la pena, invece di essere liberato fu internato. Liberato nell'agosto 1943, si iscrisse al P.C.I. Nella seconda metà del settembre 1943, con Dino Cia, Gino Lombardi, Margherita Cervelli e Angelo Neri creò a Cardoso il CLN di Stazzema, e due mesi dopo, a Gallena, fu tra coloro che decisero di formare il primo nucleo partigiano, mettendolo sotto il comando di Gino Lombardi. «Lo chiamavano la Primula Rossa», ricorda Giuseppe Turba, che dopo Gino Lombardi, Pietro Consani e Lido Lazzeri, fu tra i primi ad aderire alla lotta partigiana. «Fu segretario provinciale del Pci. Era una persona corretta, tanto che non credemmo mai che potesse essere presentato in lista per fare il deputato».
 
«Di Pieruccioni - racconta Severino Stella - ricordo le parole che disse nell'immediato dopoguerra in un comizio nel teatro Dei Costanti di Seravezza: oggi i fascisti piangono, fanno finta di soccombere, ma l'idea resterà».

La Chiesa di San Rocco riaprirà l'11 agosto per la 36esima commemorazione dell'82esimo anniversario della strage di Mulina di Stazzema

Stazzema. Sono dovuto uscire dalla territorialità dell'Unità pastorale Alta Versilia per venire a conoscere la bella notizia che il prossimo 11 agosto la chiesa di San Rocco di Mulina riaprirà il portone dopo quasi sette anni dalla chiusura. Evidentemente devo essere invisibile quando partecipo alla Messa altrimenti non mi spiego il motivo per il quale non sono stato informato, neanche dopo aver scritto a maggio due lettere inerenti alla necessità di riaprire la chiesa e consegnate brevi manu al nuovo titolare dell'Unità Pastorale Alta Versilia. Padre Gabriel Gaspar Msuia (una lettera era da consegnare all'Arcivescovo di Pisa in visita a Stazzema). Silenzio anche dopo un articolo scritto giorni or sono in cui evidenziavo l'assenza dei banconi all'interno della chiesa. Misteri della fede!

 

Il self banking di Pontestazzemese della BCC Versilia utilizzabile h. 24

Stazzema. Les jeux sont faits. Rien ne va plus - Fate i vostri giochi. I giochi sono fatti. Niente potrà più cambiare. Da oggi (martedì 28 luglio ndr) il portone del palazzo comunale di Stazzema resterà sempre aperto e i cittadini potranno fare le operazioni ad ogni ora del giorno presso l'Atm dello sportello tecnologico e non più sacrificati all'orario dell'apertura degli uffici amministrativi. 
Giuseppe Vezzoni
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