«A settembre 2025 il Consiglio Comunale ha approvato l’acquisto di un immobile da destinare ad archivio comunale. A marzo 2026, nella variante urbanistica dell’area ex Pardini in via Sterpi, l’Amministrazione prevede che tra i “vantaggi pubblici” dell’operazione ci sarà un nuovo immobile da destinare a uffici e archivio», scrive Rita Lari, consigliere comunale di Camaiore del Gruppo Fratelli d’Italia.
«Due scelte - prosegue Lari - entrambe ufficiali, ma profondamente contraddittorie. Con la Delibera di Consiglio n. 74 del 10/09/2025, il Comune di Camaiore decide di acquistare l’immobile di Via XX Settembre per 260.000 euro, finanziati con mutuo ventennale. La motivazione è chiarissima: serve un archivio in centro storico, vicino al Palazzo Comunale, facilmente accessibile agli uffici e al pubblico. Non solo: viene specificato che quell’immobile è già utilizzato come archivio e che è perfettamente idoneo allo scopo. Pochi giorni dopo, con Determina n. 1385 del 16/09/2025, viene formalizzata l’accensione del mutuo da 260.000 euro per finanziare l’operazione. Poi a Marzo 2026 nella variante recentemente deliberata, il sindaco spiega che uno dei benefici pubblici è che il Comune otterrà un nuovo immobile da destinare ad uffici ed archivio, perché “il Palazzo comunale è saturo e servono nuovi spazi”. Qui nasce il cortocircuito politico e amministrativo. Perché se a settembre 2025: serviva urgentemente comprare un immobile per farci l’archivio, a marzo 2026: l’archivio si prevede di farlo in un nuovo edificio ancora da costruire dentro un’operazione urbanistica privata. E allora le domande che l’Amministrazione deve ai cittadini sono:
-A settembre 2025 l’archivio era una priorità assoluta e non rinviabile. A marzo 2026 non lo è più?
-L’immobile di Via XX Settembre è davvero la soluzione definitiva o era una scelta tampone?
-Se era una scelta tampone, perché è stata presentata come strategica e urgente al Consiglio Comunale?
Siamo davanti a due atti ufficiali che raccontano due verità opposte nel giro di sei mesi.
-Prima si indebita il Comune per comprare un archivio “indispensabile”.
-Poi si annuncia che l’archivio sarà dentro una futura operazione edilizia privata.
Questo significa una sola cosa: mancanza totale di programmazione patrimoniale e finanziaria. E quando manca la programmazione, a pagare sono sempre i cittadini.
O a settembre 2025 è stato detto al Consiglio Comunale qualcosa che oggi non è più vero, oppure a marzo 2026 si sta raccontando ai cittadini qualcosa che contraddice gli atti ufficiali votati pochi mesi prima. In entrambi i casi, c’è un problema serio di coerenza amministrativa e i cittadini farebbero bene ad interrogarsi di più, su come lavora questa maggioranza», conclude Rita Lari.








