Le due principali associazioni ambientaliste nazionali che si occupano di montagna, Club Alpino Italiano e Mountain Wilderness, hanno convenuto di riunire gli sforzi mirati ad ottenere per le Alpi Apuane lo status di Parco Nazionale. Già dieci anni fa il CAI, con la mozione all'assemblea di Saint Vincent del 2016, aveva lanciato questa proposta: MW fin dalla sua fondazione nel 1987 sì è impegnata per la difesa delle Alpi Apuane dall'aggressivo sfruttamento delle cave di marmo che spesso hanno operato al fuori delle normative.
Non è una questione locale: le Apuane suscitano attenzione non solo a livello nazionale ma anche internazionale, sono diventate un simbolo degli effetti dell'antropocentrismo estremo su giornali, riviste e perfino pellicole cinematografiche distribuite in tutto il mondo.
La continua evoluzione delle normative ambientali nazionali ed europee suggerisce di investire sforzi e risorse per superare il paradigma attuale puntando a tutelare la montagna quale habitat naturale dell'uomo, allo scopo di mantenere una risorsa per le generazioni future e consentire una ricchezza più diffusa sul territorio; nonostante il grande business legato all'estrazione del marmo, i profitti derivanti sono nelle mani di pochi mentre le comunità locali dell'area si confrontano con redditi al di sotto della media regionale e nazionale. Il modello socio-economico denominato “estrattivismo” prende il nome proprio da situazioni come questa.
È evidente come ad oggi il Parco Regionale non sia riuscito a svolgere il proprio compito di tutela e salvaguardia del bene comune, anche per mancanza di risorse adeguate. La trasformazione in Parco Nazionale da un lato potrebbe ridimensionare la pesante influenza degli interessi locali nella gestione dell'area protetta, dall'altro offrirebbe l'accesso a maggiori finanziamenti nazionali ed europei e la possibilità di creare un modello di turismo ecocompatibile come per altri Parchi nazionali. Non è un caso che nel 2025 si sia istituito il Parco Nazionale del Matese allargando il precedente Parco regionale, se il Parco Regionale del Conero sta seguendo la stessa procedura, se anche alcuni Comuni del nord della Toscana come Minucciano e Fivizzano hanno fatto richiesta di entrare con parte dei loro territori nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano: l'ampliamento dei parchi nazionali risponde agli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità 2030.
Il primo obiettivo è quello di creare un tavolo interassociativo che, oltre a CAI e MW, vada a costituire un comitato promotore che coinvolga le principali associazioni ambientaliste nazionali ed ì vari protagonisti dell'ambientalismo locale che operano sul territorio. Sarà indispensabile l'interessamento delle amministrazioni e delle strutture universitarie, oltre che naturalmente del mondo dell'informazione; ai rappresentanti della politica chiediamo un intervento per la
presentazione di una proposta di legge e per sostenere la causa del Parco Nazionale sia presso le istituzioni nazionali che quelle europee.








