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Scritto da Redazione
Cronaca
26 Gennaio 2026

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In un territorio dove gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti e improvvisi, la capacità di prevedere con anticipo l'evoluzione dei corsi d'acqua non è più soltanto un obiettivo scientifico, ma una necessità concreta per la sicurezza delle comunità. È in questo scenario che si è svolta l'iniziativa "Prevedere per prevenire – L'intelligenza artificiale al servizio della gestione delle acque", che ha richiamato a Palazzo Ducale un'ampia rappresentanza di sindaci, assessori e tecnici dei settori di protezione civile dei Comuni del comprensorio del Consorzio di Bonifica Toscana Nord, segno di un forte interesse verso un progetto che punta a trasformare l'innovazione in uno strumento operativo per il territorio. Nella Sala della Resistenza, il Consorzio di Bonifica Toscana Nord e il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa hanno presentato i risultati del percorso avviato nel 2022 per applicare l'intelligenza artificiale alla previsione delle piene nei corsi d'acqua a carattere torrentizio. 
 
Dopo i saluti istituzionali del direttore del Consorzio Norberto Petriccioli, del consigliere provinciale Bruno Tenerani e del professor Giovanni Zanchetta, l'ingegner Francesco Avolio ha approfondito il valore operativo del progetto per l'attività consortile. Avolio ha evidenziato come disporre di previsioni affidabili con diverse ore di anticipo rappresenti un elemento determinante per programmare interventi tempestivi sui corsi d'acqua di competenza e, soprattutto, per gestire in modo ottimale gli impianti idrovori che regolano i livelli idraulici e proteggono i territori.
 
La professoressa Monica Bini e il dottor Marco Luppichini del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa,  hanno illustrato il funzionamento del modello predittivo, basato sull'integrazione di dati storici, misurazioni in tempo reale e algoritmi di machine learning capaci di apprendere dai comportamenti passati dei torrenti e di anticipare l'insorgenza di piene improvvise, rese più frequenti dai cambiamenti climatici. Nei loro interventi, inoltre, hanno illustrato anche l'evoluzione tecnologica del progetto, che negli ultimi anni è sfociato nella realizzazione del portale CleverRiver, una piattaforma digitale dedicata alla raccolta, all'elaborazione e alla visualizzazione dei dati idrologici, dalla quale è nato uno Spin Off dell'Università di Pisa interamente focalizzato sullo sviluppo e sull'applicazione del sistema. I ricercatori hanno evidenziato come CleverRiver abbia già dimostrato la propria efficacia, riuscendo a prevedere tutti gli eventi significativi che si sono verificati nel periodo di sperimentazione, compresi quelli a carattere torrentizio. Attraverso il portale, che integra dati storici, in tempo reale e modelli di machine learning, è possibile ottenere previsioni dettagliate sui comportamenti dei corsi d'acqua, con un livello di precisione crescente man mano che aumentano le informazioni disponibili. Come ribadito dai relatori, la partecipazione attiva dei Comuni – che potranno mettere a disposizione i propri sistemi di rilevazione e integrarli, se necessario, con nuove strumentazioni – rappresenta un elemento decisivo per rendere l'algoritmo ancora più efficace, capace di operare su scale territoriali sempre più piccole e di migliorare ulteriormente la capacità di anticipare le piene e gestire le situazioni di rischio, per renderlo effettivamente uno strumento concreto a supporto delle amministrazioni locali, utile per migliorare la capacità di risposta in caso di allerte meteo e per rafforzare la prevenzione.
 
Come sottolineato dal direttore Petriccioli e da Carlo Alberto Carrai, il Consorzio potrà svolgere un ruolo di intermediario e facilitatore tra enti, strutture tecniche e mondo della ricerca, contribuendo a costruire collaborazioni sempre più solide e funzionali alla mitigazione del rischio idraulico. La capacità di mettere in rete competenze, dati e tecnologie innovative rappresenta infatti un elemento essenziale per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e per garantire una gestione delle acque moderna, coordinata e orientata alla sicurezza delle comunità.
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