“La modifica della legge 168/2017 sugli usi civici operata nel dicembre 2025, chiarisce definitivamente che la costituzione degli enti esponenziali da parte delle popolazioni interessate, deve avvenire nel rispetto della procedura di cui alla legge 17 aprile 1957 n. 278, ovvero tramite le elezioni per la nomina dei rappresentanti devono essere convocate dal Prefetto, i 5 membri devono essere eletti direttamente dalla collettività dei cittadini residenti e durano in carica 4 anni. Ciò nel rispetto dei principi di partecipazione, trasparenza e democraticità che abbiamo sempre sostenuto e chiesto”. Così Sara Galleni, presidente di C.O.T.E.C. e frazionista dell’ASBUC Montagna di Seravezza per il cui ripristino si batte da anni.
“Ciò è in contrasto – prosegue Sara Galleni - con la costituzione del sedicente “Dominio collettivo delle comunità montane”, un’associazione che mira a sostituirsi all’ASBUC ancora esistente e mai formalmente disconosciuta, fatta in assenza di una convocazione prefettizia e in mancanza di trasparenza, partecipazione e democraticità. Un’ associazione composta da pochi residenti frazionisti, che concederebbero a chiunque abbia una proprietà fondiaria sul territorio dell’ASBUC Montagna di Seravezza anche se ivi non residenti e non iscritti alle liste elettorali del comune, di poter partecipare alla gestione delle terre collettive, snaturalizzando così gli aventi diritto originari, cioè i frazionisti residenti della montagna seravezzina.”
“La recente modifica della Legge 168/2017 – precisa la presidente di COTEC - fa chiarezza sul fatto che Regione Toscana e Comune di Seravezza per adempiere all’Ordinanza della Corte di Appello del 2 luglio 2024, avrebbero dovuto nominare la rappresentanza speciale, ai sensi della legge 278 del 1957, tramite votazioni degli aventi diritto e non con un mero sorteggio che non ha potuto coinvolgere i cives/residenti della montagna seravezzina".
“Tutte le iniziative volte a negare i diritti dell’ASBUC, sia quelle di Regione e Comune sia quelle di associazioni private, sono uno spreco di denaro pubblico e di denaro ottenuto da donazioni di privati, non essendo nessuna delle due iniziative conformi alle leggi della Repubblica. Il nostro compito, continua ad essere quello di spingere per l’indizione le elezioni democratiche dell’ASBUC della Montagna Seravezzina, cosicché la conciliazione con la ditta che ha la concessione per l’escavazione, sia sottoposta al pronunciamento della popolazione interessata e dall’ASBUC rappresentata”, conclude Sara Galleni, presidente Co.T.E.C.- ASBUC.








