"I fenomeni estremi non sono più eccezionali e bisogna aspettarseli, quante volte abbiamo sentito, letto, o scritto questo? – scrive Orietta Colacicco, Presidente dei Paladini Apuoversiliesi - Le violente piogge, il downbrust del 21 agosto a Tonfano, il forte vento hanno suonato per l’ennesima volta l’allarme. Se con 40 centimetri di onda, a Poveromo in mare cade la prima fila di ombrelli, se con un mare poco mosso ai Ronchi il mare arriva alle tende, con una mareggiata con onde alte 2 metri che cosa succederà? La risposta é immediata, il mare potrebbe entrare nel bar ed esondare. E che cosa succederà più avanti, a Forte, a Fiumetto? E’ Il cambiamento climatico, con cui fare i conti. Se ne parla anche nel Master Plan della Costa 2026 (come da Delibera 966 del 3 Agosto 2026 pubblicato in agosto). Non é scritto però quali studi saranno attuati e quali dati nuovi cercati. Certo il Master Plan consta di “Linee di Indirizzo Regionali per la Definizione delle Strategie, le Azioni, le Attività di Monitoraggio, Studio e Ricerca per la tutela della Costa” ed è un progetto di massima, preliminare, che ipotizza interventi e investimenti. Quello del 2026 segue i documenti del 2021 e 2023, di difficile reperimento, in quanto facenti parte di altri documenti. Nel 2023 era contenuto nel documento d’economia e finanza regionale, che fra i progetti regionali comprendeva al numero 6 “assetto idrogeologico, tutela della costa e della risorsa idrica. Interventi a difesa del litorale pisano” (come da ordine del giorno 27 luglio 2023, numero 626 collegato alla deliberazione numero 60). Molta attenzione al litorale pisano allora come nel 2026 con gli attuali 7 milioni di stanziamento contro i 2 milioni destinati alla costa apuana. Incomprensibile, se non fosse che il litorale pisano, Marina di Pisa in testa, ha un problema conclamato, non c’é retrospazio, il mare esonda e colpisce la strada e il centro abitato con pericolo per la stabilità delle case e quindi per la salute dei cittadini. Ma ci si dimentica che a Marina di Massa, ai Ronchi, il mare é esondato nel 2019 e 2020 e dopo, in modo dirompente nel 2023, allagando il lungomare e i giardini degli alberghi e delle ville antistanti. Un particolare non preso in considerazione per il semplice fatto che la fotografia della costa apuoversiliese nel Master Plan arriva con i dati solo al 2020. Non c’é quindi risposta a quello che ha chiesto il 18 Aprile al nostro convegno sull’erosione a Villa Bertelli di Forte dei Marmi il professor Giovanni Sarti, sedimentologo dell’Università di Pisa, cioè di fare chiarezza sull’esistenza di dati aggiornati, nuovi. Il Presidente della Commissione ambiente regionale Gianni Lorenzetti aveva risposto che i dati erano molti. Può darsi, ma sono o erano da aggiornare, anche in virtù di quel cambiamento climatico che nel 2020 ancora non si era fatto sentire prepotentemente.
I balneari apuani avevano gridato allo scandalo, sette Milioni a Pisa e due a Massa. Per ora, risponderebbero dalla Regione. Quei 7 milioni a Massa e due a Pisa sono come altri 68 milioni, previsti o stanziati o spesi prima che fosse pubblicato il Master Plan. Con il Master Plan si pensa alla nacessità di 547 milioni in 20 anni, 166 nei primi dieci anni. 77 sono già spesi o allocati. Gli altri sono da trovare, rivolgendosi al Governo o cercandoli nei fondi UE. Quanti altri milioni saranno stanziati il prossimo anno non si sa, anche perché, come si diceva, i fondi non ci sono e quando pur ci saranno il Master Plan sarà rivisto ogni anno. Siamo nel campo delle ipotesi e si parla per fasi di che durata non si sa.
Emerge, ad avviso dei Paladini, che si si parla di grandi investimenti ma si tratteggiano solo linee guida, poi si vedrà e con grande cautela. Anche perché essendo i dati su cui si basa il MasterPlan fermi al 2020 prevedere che cosa avrebbe potuto accadere con il cambiamento climatico e l’innalzamento del livello del mare sarebbe molto azzardato.
In realtà anche se il Master Plan non ne tiene conto, fermandosi ai dati 2020, alcuni dati ci sono in un altro studio, che fotografa la situazione, ma fa parte di un altro progetto. Coincidenze? va a sapere. il Master Plan ha il via e viene pubblicato il 3 Agosto,di quest’anno e online va il 7 agosto il principale risultato dell’altro progetto. Magari qualche dato utile si poteva prendere da questo che é aggiornato, ma si sarebbe dovuto riscrivere e rivalutare diversi punti.
“Sto parlando – continua Orietta Colacicco - dell’ atlante dei rischi, che si trova sul portale del Lamma: https://geoportale.lamma.toscana.it/atlante realizzato nell'ambito del progetto AMIS, capofila il Consorzio Lamma, che consiste nel monitoraggio con tecniche innovative quali robotica marina, video monitoraggio, dati di osservazione remota delle aree costiere tra Francia e Italia, specificatamente Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e dipartimento francese del Var “eccezionali come hotspot di biodiversità e motori di sviluppo economico, ma vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, con conseguente rischio per insediamenti e infrastrutture”.
La mappa interattiva consente di consultare i dati relativi alle coste basse (spiagge) e alte (scogliere) delle regioni interessate, fornendo informazioni sui diversi tipi di rischi, quali inondazione ed erosione per le coste basse (spiagge) e rischi di frana per le scogliere. Il calcolo del rischio si basa su una serie di dati morfologici, tra cui la larghezza delle spiagge, e su altri dati morfodinamici, come l’evoluzione della linea di costa.
Anche secondo l’intelligenza artificiale, “la costa di Massa-Carrara è classificata come una delle aree a più alta vulnerabilità di tutta la Toscana e fra le zone a più alto rischio d’Italia quanto ad erosione e inondazione. Il fenomeno è amplificato dalla combinazione di eventi meteo estremi e dall'effetto barriera generato dalle infrastrutture vicine”, e si torna all’origine, al problema del porto di Carrara, che, bloccando il decorso naturale dei sedimenti, é la causa primaria dell’erosione, ben visibile subito a partire dall’inizio della sua realizzazione nel 1922. Qualcuno dice che bisognerebbe tornare indietro perché bisogna che la natura esplichi il suo compito. Ma il porto é lì, che vogliamo fare? Come Francesco III d'Este, duca di Modena, e perciò Signore di Massa che nel 1700 voleva un porto, soprattutto per motivi di difesa, ma dopo tentativi, progetti, un investimento a perdere di 150.000 fiorini d’oro! Un’enormità, chiamò il più grande scienziato dell’epoca, esperto di opere idrauliche, Ruggero Boscovich, e davanti al suo parere si risolse ad abbattere quanto iniziato. Ora il porto c’é, ha un suo peso sull’economia del territorio e bisogna trovare un equilibrio con l’altro peso, quello dell’economia generata dal mare, pari, lo dice il Master Plan, a 2.000 euro per ogni metro quadro considerata la ricaduta che ha “il capitale spiaggia” su tutto l’indotto che non comprende solo i balneari, ma si allarga a albergatori, campeggi, commercianti, ristoranti esercenti di qualunque servizio. La spiaggia é un valore ambientale, a difesa degli abitanti e dei centri abitati, ed economico “noi Paladini lo diciamo da 27 anni e le nostre osservazioni al progetto di ampliamento del porto, pubblicate sul sito del MASE come da proceduta VAS, comprendono una valutazione molto articolata di questo capitale che solo in Apuoversilia vale 3,5 Milioni di euro all’anno di fatturato e occupa più di 100.000 addetti. Il Vice Ministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi il 6 ottobre dello scorso anno aveva annunciato un tavolo tecnico sul porto, necessario per trovare delle soluzioni , affermando che “ci sono scelte da fare perché le due realtà economiche devono convivere” e non una a scapito dell’altra. Da allora ci sono state quattro riunioni, ma non conosciamo gli esiti dell’ultima che chiederemo.
“Per noi Paladini- chiude Colacicco - si deve cercare un punto di equilibrio, se ancora c’é, alla luce proprio dei contenuti del master plan e degli ultimi studi. L’erosione ha già prodotto danni ingenti e permanenti, se, come dice il Direttore della Protezione civile e difesa del suolo Giovanni Massini “non si può tornare alla linea di costa precedente. Ora, devastato il litorale apuano, cammina velocemente verso la Versilia, ed é un grave problema. Se si mettessero in mare per l’ampliamento 140.000 mq, quanti altri metri di spiaggia farebbe scomparire?
Secondo il master plan c’é bisogno per il ripascimento di 462.500 mc di sedimenti marini, 543,500 di sabbia di cava, 299.999 di ghiaia da cava per un totale di 1.305.000 mc. Poco, se si pensa che per il secondo ripascimento a Poveromo non effettuato, si pensava a 1.500.000 mc per un chilometro di fronte e poco, visto che ,come si legge, non è il volume necessario a ricostruire quanto si è perso, ma é il volume necessario per sviluppare una strategia di adattamento. Tradotto, se va bene, sul litorale massese si rimarrà con gli attuali 25, 35, 40 o 50 metri massimo.
Se poi ampliassero il porto nel giro di poco tempo non rimarrebbe con alta probabilità niente e si ridurrebbe sempre più e più velocemente la spiaggia versiliese. Bisogna muoversi e subito, lo diciamo da anni, bisogna che qui vengano tutti, amministratori parlamentari e ministri. Noi Paladini Apuoversiliesi siamo pronti ad accompagnarli anche uno alla volta in un bel giro sulla nostra costa. Non bastano più le nostre migliaia di foto, é necessario che vedano e tocchino con mano, per poter capire l’entità del danno e i rischi che si correrebbero in funzione delle decisioni", conclude Colacicco.








