Anno XI 
Venerdì 28 Agosto 2026
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Scritto da Redazione
Cronaca
28 Agosto 2026

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"547 milioni per il master Plan, della costa toscana in 20 anni per 600 chilometri, di cui 166 nei primi dieci anni e quindi il 30% nei primi 10 anni e 70% nei successivi cinque o dieci anni. Bisogna chiedersi perché - scrive Orietta Colacicco Presidente dei Paladini Apuoversiliesi -. E 44 milioni e 600.000 euro per i prossimi dieci anni per la costa che va dalla foce del Magra a Livorno, che ha un’estensione di 61,3 chilometri. Ma tanto non ci sono fondi e i fondi già richiesti nel 2023 con i precedenti documenti che si appellavano ai fondi PNRR non sono stati concessi. Del resto il Master plan consta solo di Linee di Indirizzo Regionali per la Definizione delle Strategie, le Azioni, le Attivita' di Monitoraggio, Studio e Ricerca per la tutela della Costa”.
La spiaggia é un valore ambientale a difesa degli abitanti e dei centri abitati e si legge fra le righe produce ricchezza pari a 2.000 euro per ogni metro quadro considerata la ricaduta che ha la spiaggia su tutto l’indotto che non comprende solo i balneari, ma si allarga agli albergatori, campeggi, commercianti, ristoranti esercenti di qualunque servizio. Quindi le perdite di spiaggia che ci sono state sul litorali apuano hanno prodotto non milioni ma decine o centinaia di milioni di perdita di fatturato globale
Una perdita di 30 ombrelloni vale, moltiplicando nove, che sono i metri quadri di ordinanza per 2000 euro, 540.000 euro. Per parlare del litorale apuano che ha un grosso bollino rosso. Il Presidente Giani in conferenza di presentazione del Master Plan della costa ha affermato che “Le emergenze più significative le riscontriamo nella parte nord della costa toscana, dalla Versilia fino soprattutto alla provincia di Massa-Carrara, anche in relazione alla necessità di realizzare interventi che siano complementari alla presenza e alla struttura del porto di Marina di Carrara.” Che cosa voglia dire quel complementari non riusciamo a capire e lo chiederemo ufficialmente in una lettera, come lo chiederemo durante la nostra audizione in Commissione Ambiente in Regione, per cui attendiamo venga fissata la data.

Tornando alla perdita di spiaggia, al Bagno Oliviero dei Ronchi c’erano più di 160 metri di spiaggia negli anni ’60, ora 40 o meno.Da questo si può capire quanto si è perso da quando è stato costruito il porto di Carrara che ha fatto scattare l’erosione. Ammissione fra le righe a pagina 22 del Master Plan, che recita “la costruzione del porto di Marina di Carrara ha condizionato l’evoluzione della linea di riva”.

E purtroppo non si può tornare alla linea di costa precedente ha detto in conferenza di presentazione il direttore della Protezione civile e difesa del suolo Giovanni Massini. A parte l’indotto bisogna pensare al valore delle case che si abbassa costantemente perché come dice il Presidente Giani, il problema dell’erosione si allunga verso la Versilia a Forte dei Marmi e ora si é affacciato a Marina di Pietrasanta. Noi Paladini lo avevamo previsto da 27 anni ed eccola lì con evidenze straordinarie dopo le mareggiate. E c’é grande preoccupazione perché quello che è successo sul litorale apuano certamente progredirà sino a che non saranno portati avanti gli interventi.

La domanda è solo una, è scritto che la costruzione del porto di Marina di Carrara ha condizionato la linea di costa, che bisogna essere cauti con opere di difesa quali pennelli e scogliere, che a fronte di un certo ripascimento locale hanno solo spostato più in là l’erosione, che bisogna porre attenzione a ogni intervento antropico sulla costa, detto questo bisogna capire quale è la congruenza di un eventuale ampliamento del porto di Marina di Carrara. Bisogna stare attenti praticamente a tutto per mettere mani su una costa che è da bollino nero, per tutta Marina di Massa poi rosso a Cinquale, arancione e giallo a Forte e Marina di Pietrasanta. Comunque un sorvegliato speciale é la costa apuoversiliese. Per questo bisogna capire che cosa accadrebbe con un ampliamento del porto, visto che siamo in assenza di dati di fronte anche ai più volte richiamati cambiamento climatico e innalzamento del livello del mare. Appunto i dati- continua Colacicco - sono un vero problema, sono ipotizzati pochissimi fondi, 2.844.000 euro in dieci anni, che diventeranno 9.848.000 in venti anni, pochissimo perché 2.844.000 euro vuol dire 284.000 euro all’anno su un periodo di dieci anni e credo si possa fare molto poco su una costa di 600 km.
E fra questi studi, visto che si parla anche di modelli matematici e fisici, bisogna inserire quel modello fisico Idraulico a fondo mobile che chiediamo da tre anni per verificare quali quante opere inerenti l’ampliamento del porto per 140.000 mq porterebbero incremento di erosione sull’intera costa apuoversiliese.

Sulla costa apuana via agli interventi di urgenza, ma nel contempo avanti con gli studi per non dover fronteggiare un disastro ben più grande", conclude Colacicco.

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