Riceviamo e pubblichiamo il comunicato emesso da Fisascat CISL Lucca:
"La provincia di Lucca presenta uno dei sistemi turistici più articolati della Toscana: città d'arte, Versilia, Garfagnana e aree interne convivono in un territorio nel quale la domanda turistica continua a mostrare segnali di forza.
Dalla nostra lettura dei dati IRPET emerge una crescita degli addetti nei servizi turistici e un andamento molto positivo delle presenze. Le percentuali dei primi mesi del 2026 vanno comunque lette insieme ai volumi assoluti e all'intero andamento annuale, senza trasformare un dato congiunturale in una previsione definitiva
La lettura della Fisascat CISL
"I dati, letti insieme alle dinamiche occupazionali che registriamo quotidianamente nel settore, ci restituiscono un turismo che continua a rappresentare un motore importante dell'economia e dell'occupazione toscana rileva Simone Pialli, segretario Fisascat Cisl -. La tendenza positiva, pur con differenze rilevanti tra territori e con la necessaria cautela nell'interpretare dati stagionali e ancora provvisori, per la Fisascat CISL deve diventare l'occasione per fare un salto di qualità nelle politiche del lavoro".
"Il problema non è soltanto la retribuzione prevista dai contratti nazionali. Incidono in modo decisivo anche quante ore e per quanti mesi si riesce effettivamente a lavorare durante l'anno. È qui che pesano la forte stagionalità e il part-time involontario, che possono comprimere il reddito annuo e, nel tempo, anche la futura posizione previdenziale dei lavoratori".
Per la Fisascat CISL Lucca questa diversificazione è una risorsa: può permettere di distribuire maggiormente l'attività durante l'anno, collegando costa, città, montagna e turismo diffuso. Allungare la stagione significa aumentare il reddito annuale dei lavoratori e, allo stesso tempo, rendere più attrattive e professionali le occupazioni del settore.
Le proposte
"Per questo - sottolinea Pialli - riteniamo necessario un intervento su più livelli. A livello nazionale chiediamo da tempo una revisione degli ammortizzatori sociali dedicati ai lavoratori stagionali del turismo, capace di garantire maggiore continuità di reddito e di contribuzione previdenziale nei periodi di fermo, collegando tutela, formazione e politiche attive.
Alla Regione Toscana chiediamo invece di aprire un confronto con le parti sociali per costruire misure selettive che incentivino realmente l'allungamento dei contratti stagionali e l'aumento delle ore per chi è occupato con un part-time involontario. Esperienze già realizzate in altre regioni, come la Liguria, dimostrano che è possibile utilizzare le risorse pubbliche per premiare chi prolunga la durata dei rapporti e investe sulla stabilità dell'occupazione"
"Un altro punto centrale è il contrasto al dumping contrattuale. La legge regionale sul turismo indica con chiarezza il riferimento ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e agli accordi sindacali di secondo livello. È una previsione importante, ma per essere davvero efficace ha bisogno di verifiche e monitoraggi sulla sua concreta applicazione.
Infine rivolgiamo un appello alle associazioni datoriali: serve una nuova stagione di contrattazione territoriale di secondo livello. Non soltanto per gli aspetti economici, pur importanti, ma anche per utilizzare pienamente le opportunità che i contratti nazionali affidano al territorio: organizzazione del lavoro, stagionalità, orari, conciliazione vita-lavoro, welfare, formazione, sicurezza e produttività. Lasciare inutilizzato il secondo livello significa rinunciare a uno degli strumenti più efficaci per governare le specificità dei diversi sistemi turistici toscani".
"Una domanda turistica forte - conclude Fisascat Cisl - deve diventare un'opportunità per costruire lavoro più stabile, orari più sostenibili e una contrattazione territoriale capace di governare le specificità della provincia".








