Riceviamo e pubblichiamo la replica di Lorenzo Bani, presidente del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, alle associazioni ambientaliste, dopo l'articolo uscito sul nostro giornale lo scorso 15 gennaio 2026 e intitolato "Associazioni ambientaliste: osservazioni su dichiarazioni di Lorenzo Bani, Presidente del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli" - link -
Ecco di seguito l'intervento del presidente Lorenzo Bani:
«Rispetto all'intervento firmato da Coordinamento NoAsse, Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, Comitato per la Difesa degli Alberi Pisa e Comitato per la Difesa di Coltano, ribadiamo per l'ennesima volta alcuni punti fondamentali. La legge regionale 65 è una legge avanzata nel panorama nazionale perché prevede restrizioni importanti sul consumo di suolo, mentre se vogliamo essere puntuali dobbiamo evidenziare che la legge regionale 30 sui parchi non prevede norme più restrittive in materia urbanistico-edilizia. Per la proposta di piano integrato del Parco siamo partiti da queste basi per arrivare a prevedere nessun consumo o nuovo impegno di suolo, ma solo il riuso dell'esistente e comunque sempre condizionato alle valutazioni di incidenza ambientale. Sulla ristrutturazione degli edifici dell'area Cisam, attualmente in forza alla Marina Militare, per renderli funzionali all'utilizzo per l'Arma dei Carabinieri, il verbale firmato il 6 settembre 2023 alla presenza di tutti gli enti interessati recita testualmente 'Si conferma che, come richiesto e sottolineato dal Presidente della Provincia, l'iniziativa infrastrutturale non prevede assolutamente l'aumento di consumo di suolo all'interno del Parco'. Non è possibile attualmente fare una valutazione sul progetto reale perché questo ancora non esiste né per la parte edilizia né per la parte ambientale, e una volta che sarà redatto dovrà passare la valutazione di incidenza ambientale del Parco. Sull'asse di penetrazione a Viareggio il secondo livello di Vinca è stato formalizzato e trasmesso al Comune, che adesso può chiedere il terzo livello motivando il rilevante interesse pubblico dell'opera. Si ricorda che l'asse non passa dentro il Parco ma poco fuori, si sta parlando quindi di potenziali interazioni per la vicinanza: per queste è possibile valutare un meccanismo compensativo. Infine sulla superficie: come più volte ripetuto, il Piano integrato deve recepire le normative attuali, e quindi quelle che erano classificate aree 'esterne', che permettevano la caccia ed erano gestite direttamente dal Parco, con il nuovo piano dovranno essere classificate come 'contigue', non esistendo più la categoria 'esterne', dove sarà permessa la caccia come oggi e che saranno gestite dai Comuni, ma sempre basandosi sulle direttive di pianificazione del Parco. Rimarranno quindi 'Parco'. Gli stessi Comuni hanno a disposizione maggiori forze per controllare il territorio rispetto ai 9 guardiaparco in forza all'Ente, lo dimostrano le molte collaborazioni con le polizie locali che negli ultimi anni il Parco ha proficuamente avviato».








