I consiglieri del gruppo di minoranza Luce a Stazzema, Stagi, Staccioli e Canci, hanno depositato ieri mattina. presso l'Ufficio di Protocolo del comune di Stazzema, la lettera "sollecito del sollecito del sollecito" inerente alla richiesta della documentazione delle spese legali sostenute negli ultimi dieci anni.
Stazzema. L'ostinazione con cui l'Amministrazione comunale esercita la volontà a impedire al gruppo consiliare Luce a Stazzema di venire in possesso della documentazione per quanto concerne le spese legali sostenute dall'ente pubblico negli ultimi anni emerge chiaramente nelle risposte che il Segretario comunale, dott. Bastanza, comunica ripetutamente ai consiglieri richiedenti: sì, ma, però. Risposte nelle quali si evita accuratamente di scrivere quello che la legge non permetterebbe e si camuffa il fine vero ridicolizzandolo con la palandrana della difficoltà di recuperare la documentazione richiesta. Tutto ciò avviene in un comune che fra le sue figure apicali ha avuto un Direttore Generale e oggi un Capo di Gabinetto del sindaco. Ente quindi strutturato alla guisa di un grande comune e non di un piccolo ente montano di 2800 abitanti. Adesso su questo improprio set di Scherzi a Parte si sta girando il Sollecito del sollecito del sollecito".
A tal fine c'è da chiederci se siamo davvero giunti all'ultima scena e se ai consiglieri di Luce a Stazzema, dopo aver svelato loro che sono stati fatti oggetto di uno scherzo, sarà consegnata la documentazione tante volte richiesta.
Il regista è imprevedibile e gode del conforto della troupe per girare ulteriori puntate di questa fiction tutt'altro che allegra anche se ormai appare evidente che sia percepita in questa maniera, che è la coniugazione esemplare di quando si consente che la democrazia malata sia "curata" con farmaci palliativi, come quello del piglia per i fondelli , e non una terapia d'urto che imponga il rispetto di ciò che la legge dispone. Appare evidente che la consegna dei documenti riguardanti le spese legali sostenute dal Comune di Stazzema permetterebbe di evidenziare nero su bianco i vantaggi e gli svantaggi che questi contenziosi hanno causato al comune di Stazzema e conseguentemente ai cittadini residenti. Questa resistenza amministrativa a non ottemperare alle richieste dei consiglieri di minoranza stazzemesi potrebbe voler impedire l'emergere di un quadro conoscitivo in cui l'esito delle liti legali sostenute sul rinnovo oneroso delle concessioni cimiteriali perpetue certifichi una disfatta delle amministrazioni che dal 2007 si sono succedute fino alle ordinanze emesse nel febbraio 2023 della Corte di Cassazione: sia per quanto concerne la legittimità del provvedimento amministrativo assunto nel febbraio/marzo 2007 con le prime lettere inviate ai titolari di questo particolare tipo di concessione, sia per quanto concerne i risarcimenti economici a cui l'ente pubblico è stato obbligato a far fronte a seguito delle numerosissime soccombenze giudiziarie emesse dai giudici.
La situazione cimiteriale a Stazzema è questa: molti titolari di concessione cimiteriale perpetua hanno pagato il rinnovo e la concessione in loro possesso parrebbe essersi trasformata in temporale (cosa che non contempla la legge): tanti cittadini titolari si sono difesi davanti al giudice e senza pagare il rinnovo oneroso hanno mantenuto sia la titolarità sulla concessione perpetua che sulla tomba o luculo a essa connesso. Un numero imprecisato di titolari di concessione perpetua hanno invece estumulato i loro cari per non incorrere nell'azione di riscossione coatta che l'amministrazione ha notificato per lettera nel caso in cui non avessero ottemperato al rinnovo oneroso della concessione. Questi cittadini avrebbero perso la titolarità della concessione cimiteriale e delle tombe o loculi in cui erano state tumulate le salme dei famigliari. Una situazione siffatta non può essere lasciata a se stante. Lo Stato dovrebbe intervenire per ripristinare il diritto laddove fosse stato violato.
Con l'interrogazione parlamentare (a risposta scritta) che l'on. Chiara La Porta ha presentato nella seduta del 18 ottobre 2023 presso la Camera dei Deputati ai ministri dell'Interno e a quello delle Finanze e dell'Economia in merito al provvedimento del rinnovo oneroso delle concessioni cimiteriali perpetue si pensava che lo Stato sarebbe intervenuto per sanare eventuali aspetti d'illegittimità causati dal provvedimento amministrativo, ma sono già trascorsi due anni e otto mesi dall'interrogazione dell'onorevole La Porta e non si conosce cosa sia stato risposto.
Giuseppe Vezzoni